Miniere nello spazio made in Lussemburgo

La Camera lussemburghese ha approvato una legge che riconosce la proprietà legale delle risorse minerarie estratte nello spazio da parte di aziende private. Un altro passo nell'audace strategia spaziale del Granducato

Miniere nello spazio made in Lussemburgo

Foto Pixabay

Roma. Nel cuore dell'Europa occidentale, stretta tra Germania, Francia e Belgio, c’è una nazione grande circa il doppio di Roma ma con solo un quinto della sua popolazione. Dei 195 paesi del mondo, solo 27 sono più piccoli del Lussemburgo. È l'unico Granducato del globo, ha il secondo più alto pil pro capite (quasi 103.000 dollari, più di tre volte l'Italia) ed è divenuto uno snodo finanziario di primaria importanza in Europa. Ma quello che davvero distingue il Lussemburgo non sono la siderurgia e le tasse, ma la sua audace strategia spaziale. Già nel 1985, il suo governo aveva svolto un ruolo importante nella fondazione di Ses, la società che, tre anni dopo, avrebbe lanciato Astra, il primo satellite privato europeo.

  

Il 13 luglio di quest’anno, la Camera dei deputati del Lussemburgo ha approvato una legge che riconosce la proprietà legale delle risorse minerarie estratte nello spazio da parte di aziende private. Il Granducato è il primo paese europeo a disporre di un quadro giuridico che riconosce il diritto allo sfruttamento conforme al diritto internazionale esistente, il Trattato sullo spazio extra-atmosferico (l’Outer Space Treaty) del 1967, ratificato da 107 paesi. La nuova legge entrerà in vigore il primo agosto.

  

Ci sono circa 9.000 asteroidi piuttosto vicini alla Terra. E fanno gola a diversi imprenditori: alcuni contengono risorse preziose come oro, platino e terre rare, metalli indispensabili per realizzare buona parte dei nostri dispositivi high-tech. Ma al centro di un’eventuale "economia" spaziale ci saranno probabilmente acqua, gas, silicio, nichel e ferro. Mark Sonter, membro del consiglio di amministrazione della Dsi, l’ha chiamata “la più grande opportunità per le risorse del XXI secolo”. Ma si può fare?

  

Il problema più grande stava proprio nel riconoscimento della proprietà. L'Ost del 1967 era stato redatto e ratificato avendo in mente i governi. Oggi la corsa allo spazio è finanziata dai privati. Un tribunale americano aveva stabilito che un individuo non può essere piantare la sua bandiera su un asteroide, come nel caso di Gregory Nemitz, che nel 2001 rivendicò 433 Eros poco prima che una navicella della Nasa vi atterrasse. Ma la questione dei diritti di estrazione non è mai stata testata sul campo, sebbene ci siano alcuni precedenti. Il programma Apollo riportò delle rocce lunari che sono considerate di proprietà degli Stati Uniti, mentre l'agenzia spaziale russa ha venduto alcuni campioni di Luna. Poi nel 2015, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una legge sull'estrazione nello spazio, lo U.S. Commercial Space Launch Competitiveness Act, che ha reso esplicita questa possibilità.

  

Già solo l'articolo 1 della nuova legge lussemburghese spiega perché le aziende minerarie avranno la sicurezza giuridica di ottenere la proprietà su ciò che estraggono in orbita: “Le risorse spaziali possono essere appropriate". Amara Graps, scienziato e consulente indipendente per il Ministero dell'Economia di Lussemburgo, spiega che quello varato la settimana scorsa è un testo“più flessibile della versione americana", per la quale la maggioranza degli stakeholder della società deve avere il quartier generale negli Stati Uniti. La legge lussemburghese invece non pone restrizioni.

  

Nel giugno del 2016 il Granducato aveva già annunciato che avrebbe aperto un fondo da 227 milioni di euro per attirare aziende interessate all'industria mineraria spaziale e per contribuire a creare la prima agenzia spaziale del paese (al di fuori della sua partecipazione all'Esa, quella europea). Due aziende americane, la Deep Space Industries (DSI) e la Planetary Resources, hanno già in programma di trasferire i loro razzi tra i castelli del Lussemburgo. Il governo sta anche lavorando con la società giapponese iSpace e la tedesca Blue Horizon. Se gli esseri umani stanno per diventare una specie spaziale, non possono lanciare tutti i loro razzi da Cape Canaveral. Il Lussemburgo ha iniziato a prendere le misure per dominare la nuova frontiera dell'industria. E potenzialmente controllare il flusso di denaro e merci oltre la Terra.

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