O la Borsa o la bolla

Snapchat ha due modelli per stare a Wall Street: Twitter o Facebook

Piccoli despoti della Silicon Valley crescono in Borsa. Il caso Snapchat

Foto Flickr - Global Panorama

Il debutto nella Borsa americana di Snap, la società dietro a Snapchat, app di foto e messaggistica con centinaia di milioni di utenti giovanissimi, si avvia a essere un altro gran successo della Silicon Valley a Wall Street. Prima dell’inizio delle contrattazioni, Snap aveva collocato le sue azioni a 17 dollari l’una, con una valutazione complessiva di 24 miliardi di dollari, ma già pochi istanti dopo l’apertura dei mercati il titolo è balzato del 40 per cento, a 24 dollari ad azione, con un valore di mercato che di conseguenza è salito alla cifra astronomica di 33,3 miliardi. Immediatamente sono partiti i paragoni tra questa azienda relativamente piccola e fondata da due ventenni (che adesso di anni ne hanno 26-27, e si apprestano ad aggiungersi al club dei miliardari millennial) e le grandi multinazionali della tradizione industriale americana. Snapchat, con i suoi conti in perdita e qualche migliaio di dipendenti, vale in Borsa quanto Target, seconda catena della grande distribuzione in America, con 1.800 negozi e quasi 350 mila dipendenti, e come sempre succede in questi casi è tutto un parlare di bolla, di economia immateriale che scavalca senza meriti l’economia fatta di mura di cemento ed esseri umani. In realtà, al netto degli entusiasmi spesso eccessivi degli investitori – che presto si raffredderanno – Snapchat ha tutte le carte in regola per diventare una macchina da soldi e dividendi, ma ha davanti a sé due modelli diametralmente opposti da seguire, quello di Facebook e quello di Twitter.

 

I due grandi social network hanno preceduto Snapchat qualche anno fa in Ipo molto attese e ultramiliardarie, e partivano da posizioni simili: compagnie dotate di enormi potenzialità ma prive di un business model capace di portarle in attivo. Da quel momento però le loro strade si sono divise, Facebook ha spiccato il volo e Twitter è rimasto in un limbo di carenza di leadership e missione, con le sue azioni che hanno perso il 62 per cento del loro valore iniziale. Snapchat ha una nicchia fortissima di utenti teenager e giovani, ma ha un serio problema di innovazione (Facebook per ora ha clonato quasi tutte le sue idee), l’anno scorso ha perso 500 milioni di dollari e la crescita di utenti attivi sta già rallentando. Urge una manovra à la Facebook.

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