Per la prima volta Facebook è responsabile di violazione del diritto d'autore

L'italiana Business Competence ha ragione contro il colosso di Zuckerberg che ha "copiato" una App

Per la prima volta Facebook è responsabile di violazione del diritto d'autore

Mark Zuckerberg

Roma. Per la prima volta in Italia, e con tutta probabilità al mondo, Facebook è stata giudicata responsabile di violazione del diritto d'autore e concorrenza sleale verso una società cliente. 
 
Facebook a diverso titolo e con condotte scorrette e illecite ha approfittato della conoscenza acquisita del prodotto Faround ideato dalla società italiana Business Competence per poi promuovere e rendere disponibile all'utenza la "sua" applicazione chiamata Nearby (già rimossa, senza dir nulla a nessuno) con le stesse caratteristiche. Ciò secondo il dispositivo di sentenza di primo grado del Tribunale di Milano (sezione in materia di impresa), risalente al 1° agosto, reperito dal Foglio con una semplice ricerca online.
 
L'applicazione Faround consentiva di vedere, tramite un sistema di geolocalizzazione, tutti i locali e i luoghi di interesse nelle vicinanze degli utenti, unitamente alle promozioni e agli sconti offerti dagli stessi locali. Nearby, invece, creatura di Facebook approdata sul social network di Mark Zuckerberg a dicembre 2012 (quattro mesi dopo l’originale) di base funzionava allo stesso modo, tranne che per il sistema di coupon e sconti che caratterizzava Faround.
 
Facebook è stata perciò condannata a non utilizzare, diffondere e sfruttare l'applicazione; a ritirarla dal commercio per il territorio italiano; Facebook Inc., la casa madre, Facebook Srl, la società italiana, e Facebook Ireland, la sede fiscale europea, sono condannate a pagare una penale pari a 5 mila euro per ogni giorno di ulteriore utilizzo dell'applicazione suddetta successivamente al decorso di 60 giorni dalla sentenza; a disporre la pubblicazione di sentenza di condanna su due quotidiani nazionali italiani e per quindici giorni sul sito www.facebook.com; infine a risarcire i danni alla società italiana e a restituirle l'indebito profitto ricavato finora con Nearby. 

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