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Dopo il roaming, l'Europa abolisce le restrizioni per i servizi in streaming

Redazione

Dal 2018 passaporto europeo per consentire a chi viaggia negli stati membri di guardare film o eventi sportivi per i quali ha pagato nel proprio paese di residenza

Anche in risposta a populismi e cialtronismi crescenti nel continente, l'Europa sta per fare un altro piccolo passo avanti per migliorare la qualità della vita. Dopo l'abolizione del roaming, dal 2018 i servizi di streaming a pagamento avranno una sorta di passaporto europeo: viaggiando in tutti gli stati membri sarà finalmente possibile vedere film, partite o altri eventi sportivi alla stessa maniera in cui lo si fa nel paese di residenza. Commissione, Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto l'accordo che adesso dovrà soltanto essere ratificato ufficialmente, ma non dovrebbero esserci intoppi.

 

Oggi all'estero quei servizi online si annullano tra restrizioni sulla portabilità e licenze esclusive. Le istituzioni europee vogliono smorzare quelle limitazioni burocratiche per realizzare “un vero mercato unico digitale” e garantire “un concreto beneficio per cittadini europei”, ha detto l'estone Andrus Ansip, commissario Ue competente per la materia. Del resto se ho pagato per Netflix, Amazon Prime Video o Spotify da casa mia in Italia, non ha senso non poterli sfruttare durante una vacanza in Francia o al mare in Croazia.

 

 

Secondo un'indagine condotta nel 2015 dalla Commissione, dopotutto, un europeo su tre - uno su due di quelli tra i 15 e i 39 anni - voleva la portabilità dei servizi online per accedervi dappertutto senza noie normative. Per evitare abusi e utilizzi illeciti le nuove norme consentiranno ai provider di adottare misure “ragionevoli” per effettuare i controlli senza invadere la privacy.

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