E’ ora di parlare di robot: anche l’Europa se ne accorge

Il Parlamento europeo potrebbe votare presto la prima legge al mondo che consideri i robot come “persone elettroniche”.

E’ ora di parlare di robot: anche l’Europa se ne accorge

Foto LaPresse

Nei prossimi mesi, il Parlamento europeo potrebbe diventare il primo organo legislativo al mondo a promulgare una legge organica sull’intelligenza artificiale e i robot. Ieri la commissione giuridica dell’Europarlamento ha approvato una relazione che chiede ai parlamentari di approntare un nuovo quadro giuridico che tenga conto in maniera organica della possibilità, nel giro dei prossimi 10-15 anni, che macchine senzienti possano acquisire un ruolo fondamentale nella vita lavorativa e personale dei cittadini, con le sfide, i dilemmi etici e le problematiche che ne derivano. La base del ragionamento dei relatori rimangono le tre leggi della robotica immaginate negli anni Quaranta dallo scrittore Isaac Asimov, e il fatto che per la prima volta un organo legislativo stia pensando di applicare nel mondo reale delle leggi pensate da uno scrittore di fantascienza è testimonianza di due cose: della eccezionale preveggenza di Asimov e del fatto che, infine, il mondo si sta avvicinando alla visione non sempre rosea della fantascienza classica del secolo scorso.

 

Le tre leggi di Asimov sono:

1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

 

L’aspetto più importante della relazione europea riguarda il tentativo di inquadrare i robot (intesi come “macchine fisiche” dotate di un certo grado di autonomia attraverso sensori o interconnessione, capaci di adattarsi all’ambiente circostante e tendenzialmente capaci di apprendere) in un contesto di responsabilità e di doveri legali, e dunque alla possibilità di creare un nuovo status giuridico di “persona elettronica” che si attagli alle macchine intelligenti. Questo status giuridico sarebbe più simile a quello che oggi hanno le aziende piuttosto che a quello degli esseri umani, ma sarebbe comunque un passo eccezionale verso il riconoscimento dei robot come esseri senzienti.

 

Il report europeo, tuttavia, mette in guardia dalla possibilità che le macchine siano troppo assimilate agli uomini, per esempio nel caso di robot sanitari deputati a prendersi cura degli anziani non autosufficienti. La gran parte del documento, in effetti, è dedicata alla protezione, diretta o in senso lato, degli esseri umani. Una delle questioni principali, per esempio, è se la responsabilità giuridica del robot, in caso di danni a persone o a cose, ricada sul costruttore, sul programmatore o sul possessore della macchina. La relazione, inoltre, raccomanda di implementare dei “kill switch”, vale a dire dei meccanismi che disattivino il robot qualora qualcosa andasse storto.

 

I parlamentari europei potrebbero votare nei prossimi mesi a favore della legislazione robotica, la quale poi sarà inviata ai singoli stati per ulteriore approvazione. Saremo un passo più vicini alla letteratura di Asimov.

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