Social e fake news. Cosa c’è da sapere per non cadere nella retorica del “è tutta colpa di Facebook"

Jakub Goda su Politico Europe sostiene che parte delle colpe dell’avanzata dell’estrema destra in Europa è della piattaforma di Zuckerberg. La questione è però più complicata

Social e fake news. Cosa c’è da sapere per non cadere nella retorica del “è tutta colpa di Facebook"

Facebook dovrebbe smetterla di scansarsi, se le teorie del complotto e i contenuti “pieni di odio” circolano in modo molto più spavaldo rispetto a qualche tempo fa, Facebook c’entra eccome, “almeno in parte la responsabilità è del suo algoritmo”. Nell’infinita querelle sul ruolo attivo o passivo del social di Mark Zuckerberg che raccoglie quasi due miliardi di utenti, l’ultimo atto d’accusa lo ha firmato Jakub Goda su Politico Europe.

Artista digitale e blogger, Goda raccoglie grafici che dimostrano che in molti paesi europei i contenuti populisti e dell’estrema destra hanno conquistato Facebook, che “non può continuare a dichiarare che si tratta di una piattaforma che permette agli utenti di dare voce alle loro opinioni”. Secondo Goda, Facebook dovrebbe fare qualcosa per contenere questo estremismo, deve levargli il megafono, è in gioco la democrazia, non si scherza. Come si sa, la faccenda è molto più complicata, ma intanto, mentre si moltiplicano episodi e studi che rivelano quanto sia difficile distinguere le notizie dalla propaganda, i fatti dalle interpretazioni, s’aggiunge un ulteriore capo d’accusa.

 

Negli ultimi mesi il Foglio ha approfondito la questione, cercando di ragionare attorno al peso che i social network in generale, e Facebook nello specifico, hanno nella creazione di un nuovo flusso informativo che sta rivoluzionando lo stesso concetto di web. L’elezione di Trump, le notizie false che avrebbero secondo alcuni opinionisti avvantaggiato l’avanzata di The Donald verso la Casa Bianca, sono state al centro di una ampia e non sempre ragionata discussione, che molte volte nasconde un approccio sbagliato all’economia di internet e un domanda alla quale va trovata una risposta: considerare i social una media Company o un grande censore?

Ecco un piccolo compendio per capire se e come i social network influenzano la nostra capacità di comprendere il reale:

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