La sfida della piccola Money.net a Bloomberg

Non potendo competere con la potenza economica del colosso dell'informazione, le nuove aziende come questa start up fanno affidamento sull’automatizzazione e sui servizi digitali per offrire lo stesso prodotto a un prezzo ridotto.
La sfida della piccola Money.net a Bloomberg

(Immagine di Money.net)

Roma. “Una startup che cerca di sfidare il colosso dell’informazione finanziaria Bloomberg L.P. ha assunto un ex manager di Bloomberg per creare un nuovo servizio di notizie finanziarie”. L’arrivo di Norman Pearlstine a Money.net è raccontata così da Nathaniel Popper sull’International New York Times. Money.net è una delle nuove aziende che vogliono sfidare il dominio dei media tradizionali. Non potendo competere con la loro potenza economica, queste società fanno affidamento sull’automatizzazione e sui servizi digitali per offrire lo stesso prodotto a un prezzo ridotto. Popper spiega come Money.net sia “stata fondata da Morgan Downey, un ex top manager di Bloomberg (…) che ha sempre espresso la sua convinzione che Money.net possa sottrarre clienti a Bloomberg”. Questa certezza si basa in larga parte sulla competitività dei prezzi: un abbonamento annuale ai servizi di Bloomberg costa intorno ai 21 mila dollari, quattordici volte i 1.500 dollari chiesti da Money.net.

 

In una fase in cui i redditi nel settore finanziario sono in calo, moltissimi operatori, banche e investitori, sono attratti dai costi più bassi. Tale competitività si è dimostrata redditizia, visto che “Money.net ha ora 50 mila abbonati paganti, rispetto ai circa 10 mila di un anno fa. Nello stesso periodo di tempo, il numero di abbonati di Bloomberg è rimasto stabile a circa 325 mila”. L’assunzione di Pearlstine aiuterà la startup a espandere i suoi servizi. Il suo obiettivo è di procedere all’automatizzazione della creazione di notizie per gli operatori finanziari.  Questa digitalizzazione del processo sarà guidata da 75 programmatori che affiancheranno un team di  25 giornalisti che potranno aggiungere le proprie inchieste alle storie generate automaticamente. Al feed di notizie di base che la startup offre, Downey vuole aggiungere ancora più servizi, man mano che aumenteranno gli abbonati, facendo causa comune con altre realtà simili alla sua azienda. Scrive Popper che “Money.net ha annunciato una partnership con il sistema di messaggistica di Wall Street, Symphony, che è di proprietà di un consorzio di banche.

 

Symphony è stato descritto come il prodotto di uno sforzo delle banche per creare un’alternativa al sistema di messaggistica di Bloomberg”. Inoltre, uno dei principali vantaggi del colosso finanziario potrebbe presto svanire. Bloomberg offre una vastissima selezione di notizie dalla stampa mondiale sui movimenti di mercato. Tuttavia, Downey è convinto che “gran parte delle informazioni che gli investitori ricercano è a disposizione gratis nelle agenzie di stampa, nelle dichiarazioni dei governi e nei social media”. Money.net sta preparando un sistema per cercare su Internet tutte le notizie interessanti per gli investitori e offrirle agli utenti in forma sintetica il più rapidamente possibile. Usando dei computer potenti quanto a capacità di elaborazione dei dati, si possono ottenere risultati molto più rapidi rispetto a qualsiasi gruppo di giornalisti “umani”. A riprova di questa efficienza, la stessa Bloomberg ha annunciato che intende introdurre servizi interamente preparati dai computer.

 

Un altro esempio  – sebbene diverso – delle possibilità offerte dalla tecnologia viene dal Regno Unito. L’Independent ha terminato le proprie pubblicazioni cartacee a inizio 2016 e, per la prima volta in 20 anni, chiuderà il bilancio in positivo grazie alle sole vendite digitali. Le possibilità offerte dalla tecnologia in fatto di riduzione dei costi e di miglioramento dei servizi offerti inducono Downey a sentirsi ottimista sulla possibilità di poter raggiungere Bloomberg nel medio periodo. Pearlstine, da parte sua, ricorda che “Bloomberg News ha iniziato più di tre decenni fa, come un gruppo di persone che aggregava le notizie di altre publicazioni. (…) La tecnologia ci dà l’opportunità di rivisitare quel modello in modo da renderlo migliore, più veloce e più intelligente”.

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