Mobilità sostenibile, nelle smart city la parola d’ordine è condivisione

Muoversi in città, si sa, non è facile. E una soluzione sempre buona non esiste. Ecco alcuni spunti.

Mobilità sostenibile, nelle smart city la parola d’ordine è condivisione

Roma, 29 lug. (AdnKronos) - Condividere nel segno dell’innovazione, del risparmio energetico e della sostenibilità. Per città più vivibili e meno inquinate. La Sharing Mobility offre tutto questo attraverso servizi che permettono di fruire ‘insieme’ di mezzi come auto, biciclette, scooter e non solo. Per sostituire e/o integrare gli spostamenti con i mezzi pubblici. Diverse le declinazioni possibili: bike e scooter sharing, in linea generale, prevedono il noleggio di biciclette e motorini a breve termine. Il car sharing permette di utilizzare un’auto, messa a disposizione da privati o enti pubblici, su prenotazione. Diverso il ride sharing in cui l’automobilista ‘affitta’ i posti liberi per dividere le spese.

 

Possibile condividere anche i viaggi in pullman con il bus sharing, e anche i posti auto con il park sharing. Il tutto, spesso, messo a disposizione tramite applicazioni da scaricare sul proprio smartphone, utili per trovare la soluzione più adatta, organizzare e prenotare il proprio viaggio lasciando a casa l’auto privata. Sulla scia di questo nuovo modo di muoversi sono nate tantissime offerte: da Enjoy a Car2go, da BikeMi a Scooterino. Solo per citarne alcune.

 

La formula di Jojob, per esempio, è quella del carpooling aziendale. Ovvero della condivisione dell’auto nei tragitti casa-lavoro: un servizio attivato da 73 aziende di grandi dimensioni e che interessa oltre 57.000 dipendenti. Risultato? Quasi 10.000 viaggi in condivisione nei primi sei mesi del 2016, circa 500mila km risparmiati, oltre 62 tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera. Non solo: il servizio può portare a un risparmio annuo di circa 1.000 euro, limitare il traffico cittadino oltre a rinforzare i rapporti tra i lavoratori.

 

Muoversi in città, si sa, non è facile. E una soluzione sempre buona non esiste. A questo ha pensato Urbi, applicazione gratuita che aggrega tutti i principali sistemi di mobilità urbana e condivisa (car, bike, scooter sharing, taxi, Uber) con l’obiettivo di semplificare la fruizione dell'offerta, consigliando il servizio più adatto al percorso da compiere e indicando costi, tempi di percorrenza e distanze dai veicoli presenti nei dintorni, anche in considerazione del traffico sul tragitto selezionato.

 

Poi c’è Moovit, app per il trasporto locale attiva in 800 città di 60 Paesi, che combina i dati provenienti dalle aziende di trasporto, che aderiscono gratuitamente, con quelli forniti in tempo reale dalla community di utenti, garantendo a chi viaggia un’istantanea sul loro spostamento, con i percorsi più veloci e comodi in base alla destinazione desiderata. Non solo. Una partnership tra Urbi e Moovit ‘integra’ i due servizi per consentire all’utente la scelta più adatta alle proprie esigenze.

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