Lezioni di dominio da Zuck

In faccia a chi ne pronostica la decadenza a giorni alterni, mercoledì notte Facebook ha presentato a Wall Street una trimestrale da urlo. Numeri tutti in crescita, guadagni aumentati del 52 per cento su base annua.
Lezioni di dominio da Zuck

Sheryl Sandberg, coo di Facebook (Foto LaPresse)

In faccia a chi ne pronostica la decadenza a giorni alterni, mercoledì notte Facebook ha presentato a Wall Street una trimestrale da urlo. Numeri tutti in crescita, guadagni aumentati del 52 per cento su base annua, utenti attivi che ormai sono tranquillamente più di un milione al giorno, presenza mobile in pieno boom. E’ una prova di dominio notevole quella della compagnia di Mark Zuckerberg, che si rafforza moltissimo nelle aree in cui era debole (il mobile, che fino a pochi anni fa sembrava un tallone d’Achille e oggi genera l’80 per cento delle entrate pubblicitarie) e progetta di espandersi in nuovi campi. Su questo la direttrice operativa della compagnia, la potente Sheryl Sandberg, ha pronunciato durante la presentazione una frasetta sibillina: uno dei prossimi obiettivi di Facebook sarà la “condivisione in tempo reale”, cioè il racconto del qui e ora, la creazione di una matrice di eventi e di emozioni più immediata della bacheca attuale. Sandberg avrebbe fatto prima a dire: uno dei nostri prossimi obiettivi è attaccare frontalmente Twitter e distruggerlo, perché la condivisione in tempo reale è la specialità della compagnia guidata da Jack Dorsey e, anzi, ormai è una delle poche cose in cui Twitter riesce ancora a eccellere.

 

Facebook non ha fatto sapere come intende dominare il mercato di Twitter, ma qualche buon indizio arriva da Sports Stadium, la nuova funzione annunciata la settimana scorsa per condividere (in tempo reale, appunto) informazioni tra appassionati e commentatori che guardano i match sportivi in televisione. E’ praticamente il core business di Twitter, anzi, il suo sogno: da tempo la dirigenza dell’uccellino blu cerca di trasformare il suo prodotto nello strumento principe del popolo televisivo, con la visibilità e i ricavi pubblicitari che ne derivano. Per l’occasione, Facebook ha anche siglato un bell’accordo con Nielsen, la società americana di rilevamento dello share, trasformando i suoi contenuti in un parametro che i network dovranno valutare durante la programmazione. E’ così che Mark Zuckerberg vuole conquistare il mondo: sbranando i concorrenti. Ma questa volta non ha nemmeno bisogno di iniziare una campagna acquisti. Twitter, in piena crisi di utenti e idee, e colpito questa settimana dall’esodo di alcuni dei suoi massimi dirigenti, senza una sterzata decisa corre il serio rischio di frantumarsi da solo.

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