Cosa insegna a Netflix l’esperienza francese in vista del suo sbarco in Italia

Il colosso dell’entertainment online in Francia delude le aspettative a differenza di quanto successo negli Stati Uniti. E per il suo futuro ingresso nel nostro paese non è un buon biglietto da visita
Cosa insegna a Netflix l’esperienza francese in vista del suo sbarco in Italia
Si avvicina sempre più il 16 ottobre, data dello sbarco in Italia di Netflix, il colosso dell'entertainment online quotato al Nasdaq e presente in 50 nazioni. Ma è negli Stati Uniti che Netflix ha fortemente rivoluzionato l'intrattenimento domestico: qui sono presenti oltre 40 milioni di abbonati dei 65 milioni in totale e nei primi 6 mesi del 2015 oltre 650 mila americani hanno disdetto tutti i loro abbonamenti alle canoniche pay tv, per un totale di 2 milioni. Netflix, come è noto, è una Svod (Submission Video On Demand) che offre un modo nuovo di vedere film, serie e show, non solo sul piccolo schermo a orari prefissati, ma in ogni momento in modo personalizzato su qualsiasi apparecchio connesso a internet – smart tv, pc, smartphone o tablet. 

 

In questi giorni inoltre Netflix compie un anno in Francia. A differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti, qui l'arrivo di Netflix non ha avuto il boom auspicato. La società americana (la cui sede europea è in Olanda) non dichiara cifre ufficiali, quindi bisogna fare affidamento a ricerche statistiche di società di ricerca. Future Source Consulting parla di 750 mila abbonamenti, Npa Conseil stima 600 mila, mentre il ministero della Cultura ne ha contati solo 250 mila alla fine del 2014. Insomma, facciamo una media di 650 mila, inferiore ai 700 mila di CanalPlay, il servizio streaming OnDemand e a pagamento di CanalPlus, che rischiava di esser affossata dall'arrivo del colosso americano.

 

Cifre non proprio esaltanti per questo primo anno, i cui motivi sono da imputare a vari fattori: innanzitutto, il catalogo di film, non così ampio come gli utenti si aspettavano – all'inizio prevedeva solo 3.500 titoli tra serie tv e film con una scarsissima presenza di blockbuster di qualità (nessun film di Tarantino, un solo film di Fincher – 'Millenium', peraltro minore – e pochi grandi classici). La library con il tempo è cresciuta, ma sempre con una selezione discutibile e una “finestra di sfruttamento cinematografico” rispetto ai film presenti al cinema di 36 mesi.

 

Ma Netflix significa sopratutto serie tv e binge-watching, ovvero la pratica di vedere più episodi a ruota senza interruzione, che può essere un'opportunità fantastica per l'utente medio, ma che obbliga Netflix a proporre nuove serie almeno ogni due settimane. Poi si sa come sono quei nazionalisti dei francesi, loro amano profondamente i prodotti “local” e la messa in onda della serie prodotta da Netflix intitolata “Marsiglia” con Gérard Depardieu, Benoît Magimel e Géraldine Pailhas è ancora lontana.

 

L'altro problema, che con tutta probabilità Netflix dovrà affrontare anche in Italia, è la connessione internet a banda larga non così estesa sul territorio francese. Dalle statistiche che abbiamo citato emerge che Netflix (così come CanalPlay) è diffuso solo all'interno di un pubblico altamente connesso, abituato a servizi di streaming in generale (musica, per esempio) e non da consumatori della tv tradizionale.

 

Tuttavia Netflix sembra avere fiducia, anche a livello locale, altrimenti non avrebbe osato annunciare un aumento di prezzo per la sua formula più acquistata, da 8,99 euro a 9, 99 euro al mese per i nuovi abbonati.

 

[**Video_box_2**]Si sa che in Italia certe abitudini di intrattenimento, specie televisivo, sono dure a morire, ma è anche vero che il successo di YouTube sulle nuove generazioni ci fa capire che in certi ambiti le mutazioni sono più rapide. Tutte queste sono indicazioni di cui i tipi di Netflix faranno tesoro, perché evidentemente le caratteristiche dell’utenza italiana, da molti punti di vista, sono molto più vicine a quelle del pubblico francese.

 

Per quanto riguarda la situazione italiana dovremmo poi registrare il paradosso che le serie di maggior successo prodotte da Netflix, ovvero House of Cards e Orange is the New Black, non saranno disponibili perché i loro diritti sono stati ceduti rispettivamente a Sky Atlantic e a Mediaset sulle cui reti continueranno a essere trasmesse.

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