Spotify all’attacco di YouTube (e non solo)

Le voci dicono che Spotify sta trattando con provider di servizi video e network televisivi tradizionali per affiancare ai servizi musicali anche una piattaforma video, in competizione più o meno diretta con YouTube.
Spotify all’attacco di YouTube (e non solo)

foto LaPresse

New York. Le voci, messe accuratamente in giro dall’azienda, dicono che Spotify  sta trattando con provider di servizi video e network televisivi tradizionali per affiancare ai servizi musicali anche una piattaforma video, in competizione più o meno diretta con YouTube. L’azienda svedese sta trattando con Time, Tastemade, Maker Studios, Fullscreen e altre compagnie che producono e distribuiscono contenuti alla ricerca del giusto sistema di alleanze per entrare in un segmento di mercato dove c’è ancora spazio per nuovi player, nonostante la lotta selvaggia e su diversi livelli di Google, Amazon, Netflix, Hulu e altri. La forza di Spotify nel suo core business, la musica, deriva da un doppio modello: da una parte ci sono quindici milioni di utenti che pagano una tariffa flat per ascoltare in streaming illimitato musica senza interruzioni commerciali, dall’altra ci sono gli inserzionisti che pagano per raggiungere i 45 milioni di utenti che invece si accontentano della versione gratuita. Il progetto video dovrebbe muoversi più in questa seconda direzione, che è anche quella di YouTube, con contenuti accessibili gratuitamente e intervallati da pubblicità. Non è un segreto però che i produttori di video siano parecchio scocciati dalla fetta di entrate che YouTube prende per sé (45 per cento) e i profitti dell’azienda, parte dell’ampia galassia Google, sono pressoché inesistenti. Spotify potrebbe tentare di inserirsi in un mercato che non sembra aver trovato il modello perfetto. L’azienda ha mostrato di avere resistenza e capacità di adattamento, divorando competitor uno via l’altro. Ha marginalizzato Pandora e più di recente ha costretto all’umiliazione Tidal, il servizio con cui Jay-Z pensava di poter competere sullo streaming musicale. Nemmeno l’uscita di Taylor Swift dal parco dei musicisti affiliati a Spotify ha scosso particolarmente l’azienda, che si prepara a comunicare i dettagli della sua nuova avventura il 20 maggio in un evento newyorchese di cui ancora non si sa molto.

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