Maroni sbarca nella Silicon Valley con un drappello di imprenditori

A Stanford il tour del governatore della Lombardia che incontra manager e prof., da LinkedIn, a Goolge, passando per Airbnb e Apple

Maroni sbarca nella Silicon Valley con un drappello di imprenditori

Roberto Maroni (foto LaPresse)

San Francisco. Tour sanfranciscano per Roberto Maroni insieme con Confindustria Lombardia. Il presidente della Regione è sbarcato ieri a San Francisco con una quarantina di imprenditori, per una missione di una settimana in cui incontrerà varie eminenze siliconvalliche. Tra queste, Enzo Carrone, direttore dello Stanford Linear Accelerator Center, laboratorio nazionale statunitense che opera presso la Stanford University per il dipartimento dell'energia Us. All'incontro partecipa anche Claudio Pellegrini, vincitore nel 2015 dell'Enrico Fermi Award, il più prestigioso e uno dei più antichi riconoscimenti scientifici del governo americano.

 

Sempre a Stanford, incontro con il professor Alberto Salleo, giovane docente di scienza dei materiali, per parlare dei rapporti con università italiane. Poi tappa a LinkedIn, con il manager Giovanni Iachello, responsabile strategia e prodotto internazionale del gruppo recentemente acquisito da Microsoft. E poi ancora la tappa d’obbligo a Google a Mountain View e  alla Apple a Cupertino, con visita guidata al falansterio dell’Infinite Loop. Dovrebbe esserci un incontro più politico con Chris Lahene, capo delle strategie di Airbnb ed ex consigliere diplomatico dei Clinton. Visita al nuovo centro Ibm e poi naturalmente tante startup, tra cui la Aipoly del pluripremiato Alberto Rizzoli.

 

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Commenti all'articolo

  • Roberto Cattani

    06 Aprile 2017 - 11:11

    Cosa ci fa Maroni nella Silicon Valley? turismo a spese dei Lombardi? Non scherziamo. Lui è il Presidente della Lombardia. Lui è serio. Lui è già stato a Londra. Lui è andato per convincere Enzo Carrone, Claudio Pellegrini, Alberto Salleo, Alberto Rizzoli e i tanti italiani che si sono affermati là a votare “Salvini premier”. Of course. Poi tornare a lavorare in Italia e farsi pagare con la “Nuova Liretta” come da programma leghista-grillino. Ganzo!

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