Teatrale e anti Var: il trionfo del mediocre arbitro di Italia-Svezia

Sembrava di essere tornati indietro di trenta-quarant’anni, quando gli arbitri dirigevano severi e non badavano troppo alle acconciature da fighi. Matheu Laoz era come una madeleine perfetta. Ma ha arbitrato male, facendo il Pilato

Teatrale e anti Var: il trionfo del mediocre arbitro di Italia-Svezia

Italia - Svezia. Qualificazioni Coppa del Mondo 2018 (foto LaPresse)

Lo confesso: ogni tanto, guardando la gestualità di Antonio Matheu Laoz – che sarebbe il miglior arbitro di Spagna – la memoria è andata ai tempi passati. Quel braccio teso, quel fischietto appeso al laccetto nero, la manica lunga. Sembrava di essere tornati indietro di trenta-quarant’anni, quando gli arbitri dirigevano severi e non badavano troppo alle acconciature da fighi. Quel ditino alzato a fare no-no ogni volta che c’era un contatto dubbio in area corroborava l’idea che si fosse davanti a una performance teatrale, così lontana dalla scientificità importata dal collinismo che di fatto ha snaturato la figura dell’arbitro. Insomma, Matheu Laoz era come una madeleine perfetta. Certo, non era come Istvan Zsolt, l’ungherese di un quintale e mezzo di peso che nel 1958 arbitrò in modo “infelice” lo sciagurato Italia-Irlanda del nord che ci condannò all’esclusione dai Mondiali di quell’anno. Lo spagnolo, invece, visto da lontano, pareva a tratti l’indimenticabile Abraham Klein, il fischietto di Italia-Brasile 1982, che disse a Zico di tacere e di correre nonostante avesse la maglietta strappata dalla foga di Gentile. Un mito, Klein, che sta benissimo e alla gagliarda età di 83 anni macina chilometri di bracciate ogni mattina nel mare di Tel Aviv. La madeleine, però, è tutta qui. Matheu Laoz ha arbitrato male, facendo il Pilato. Non bastano gli spintoni ai giocatori che protestano o gli avvertimenti al povero Ventura. Anche lui è uno di quelli che ritiene più gravi le lamentele in campo dei falli punibili con il rigore (ce n’erano tre, due per noi, uno per gli svedesi). Pure lui ha pensato bene che fosse giusto “lasciar correre”, come chiedono i moderni osservatori del giuoco del calcio, convinti che ciò favorisca lo spettacolo. Abbiamo visto.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    14 Novembre 2017 - 14:02

    A Quarantì hai pianto come Gigi .Italiani popolo di eroi poeti navigatori e piagnoni.luigi de santis

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