De-nazionalizziamo

Il disastro degli Azzurri è lo specchio del paese (seppure esiste) che lo ha generato. Come uscirne

Maurizio Crippa

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De-nazionalizziamo

Ciro Immobile si dispera al triplice fischio dell'arbitro dopo Italia-Svezia (foto LaPresse)

De Rossi con la barba da hipster che si incazza con l’assistente del ct che lo vuole mettere in campo (non servo io, serve un attaccante) è la sintesi del disastro sportivo – niente idee, catena di comando in tilt, i pochi talenti buttati via – e lo specchio del paese dal quale è stato generato. Calcio e politica sono metafore reciprocamente abusate e logore. Ma se non ci si vuole rassegnare a parlare di calcio, bisogna pur parlare di...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    15 Novembre 2017 - 11:11

    Si sarebbe potuto risolvere il problema della qualificazione dell' Italia ai campionati del mondo di calcio facendo come fece Cofferati alle primarie di Genova ,quando avendole perse si portò via il pallone rendendole nulle .L'Italia con la Svezia doveva fare così,salvando l'onore .Cofferati dopo anni è ancora un riverito politico. luigi de santis

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  • carlo.trinchi

    14 Novembre 2017 - 21:09

    Crippa non faccia anche lei lo sfascia carrozze alla calciopoli. Il paese allo sfascio è una cosa il calcio da sfascio è altro. Nel calcio non abbiamo talenti da assemblare, non abbiamo più gambe da far correre e cervelli che inventino la magia dell’azione. Contro la Svezia da serie B mondiale abbiamo opposto undici brocchi privi di idee e lo abbiamo capito dal momento che non abbiamo mai sognato di vincere perché il sogno ci veniva proibito dalla realtà delle azioni e l’assenza di idee. I miracoli non esistono, esiste la realtà di quello che hai. Ventura? Il capro espiatorio di una banalità del calcio nella verità di squadre che non hanno prodotto il continuo. Di una gestione della nazionale da rivedere e liquidare per ricominciare.

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