Quintana vola sul Blockhaus, Nibali non affonda, un moto rovina lo spettacolo

Il primo arrivo in salita del Giro d'Italia è stato vinto dal colombiano della Movistar che stacca di mezzo minuto Pinot e Dumoulin. Nibali a un minuto. Una motocicletta della Polizia manda a terra 15 corridori

Quintana vola sul Blockhaus, Nibali non affonda, un moto rovina lo spettacolo

La Majella è un massiccio che sfiora i tremila metri d'altezza. E' donna, in quanto madre, in quanto datrice di vita. Dai suoi fianchi scendono le acque che irrorarano tutte le zone limitrofe, attorno alle quali sono sorti paesi e città e boschi e villaggi. La Majella è massiccio, una serie di cime, Monte Amaro la più elevata, 2.793 metri, un reticolato di sentieri, Blockhaus quella carrabile più alta, 2.145, ma un tempo, ora lassù ci si arriva in mountain bike o con la jeep. Il Blockhaus è uomo, perché duro e cattivo, perché senza grazia e senza bellezza. Luogo di vento, prati e sassaie, qualche albero qua e là. Avamposto di chi queste zone le ha dominate, Papi o francesi o spagnoli o austriaci che fossero. Avamposto anti briganti, anti invasori. Ultimo baluardo di resistenza, che si tramuta in torrette di sassi e malta, blockhaus appunto.

 

Il Blockhaus avamposto lo è diventato anche oggi. Discrimine tra speranze, quelle Rosa o come minimo di podio, e timori di non riuscire a fare quanto sognato e preparato per tutto un inverno.

 

Discrimine tra Thibaut Pinot, Nairo Quintana e Vincenzo Nibali e tutti gli altri. Nibali che sale seduto alla maniera dei grandi passisti che in salita progressione dopo progressione fiaccavano gli altri; Pinot che ci prova e fatica, fatica e ci riprova, che non molla mai, ma sui pedali, con eleganza, ché pur sempre è francese; Quintana che è uno scatto dietro l'altro dietro occhiali riflettenti, faccia impassibile e un balletto sopra la bicicletta. E il colombiano a poco più di quattro chilometri dall'arrivo saluta tutti, scatta e si invola, al modo degli scalatori sudamericani, allunghi continui e in piedi sui pedali. Quintana è una danza montana, un'incedere bellissimo e vincente. Primo in cima al Blockhaus, senza fronzoli e senza braccia alzate. Perché un attacco a sei dall'arrivo, una dimostrazione di superiorità evidente, basta e avanza, altro sarebbe un surplus. Vittoria e Maglia Rosa e questo basta per dimostrare di non essere un mezzo corridore come in molti avevano detto dopo il Tour de France dell'anno scorso.

 

Sfida a tre che diventa a cinque, perché Bauke Mollema e Tom Dumoulin sono due cagnacci, due duri a morire, due diesel che vanno su a marce basse, del loro passo e che non mollano mai. Il loro è un incedere costante, preciso: metronomi. E così quando Nibali inizia a soffrire le pensenze, mollato da Pinot, i due olandesi lo riprendono e lo lasciano e iniziano la caccia a Pinot: missione portata a termine in nemmeno cinquecento metri. Tom Dumoulin è il miglior cronoman del Giro e in salita ha dimostrato di andare una meraviglia. Lascia il conterraneo, segue Pinot, fa terzo al traguardo. Una trentina di secondi dietro a Quintana, una decina davanti a Mollema, una trentina davanti a Nibali.

 

Sfida a cinque, che forse sarebbe stata a sette se una moto - e la cosa non è più una novità, ma un'orribile abitudine - non si fosse messa di lato alla strada, ma dove non avrebbe dovuto essere, ha buttato a terra una decina di corridori e tra questi anche pezzi grossi da classifica: Geraint Thomas, Mikel Landa, Adam Yates. I distacchi per loro sono pesanti, la possibilità di rimontare solo una fiammella traballante. La pericolosità delle moto e di macchine, di gente che non capisce di essere sopra mezzi potenzialmente assassini, una certezza.

 


Giro d’Italia fisso – La rubrica di Maurizio Milani


 

Ecco le ditte che entreranno il prossimo anno per sponsorizzare le squadre World Tour di ciclismo:

Fiat – Alfa Romeo – Ebay – Amazon – YouTube – Shell.

Ognuna avrà circa 30 corridori che nella stessa giornata correranno in più gare. Per esempio la Avellino-Reggio Calabria verrà disputata oggi mentre si corre il Giro d’Italia.

Ieri ho parlato personalmente con il signor Mediolanum e l’ho invitato a investire nel ciclismo. Chris Froome ha detto chi ci sta. Il ds lo decideranno domani. Dovrebbe essere Giovanni Battistuzzi, ma non ditelo al direttore Cerasa.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    14 Maggio 2017 - 17:05

    La moto ai lati della strada non doveva fermarsi. Quanto ai ciclisti attuali , forse dovevano aspettare e non attaccare gli avversari caduti. Poi diciamolo: questo ciclismo moderno non è eroico e romantico come quello del passato. In ogni caso Pinot, Dumoulin e Mollema sono da applausi, un po' meno Nibali. Quintana è scalatore pure e il tracciato la favoriva.

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