Gli scudetti al sud e il derby degli stadi differenti. La domenica nel pallone

Dall'impresa titanica di Corini al vuoto desolante di San Siro. Tutto quello che forse non sapete della 16a giornata di serie A

Gli scudetti al sud e il derby degli stadi differenti. La domenica nel pallone

L'attaccante del Torino Andrea Belotti (foto LaPresse)

CAGLIARI-NAPOLI

(domenica ore 12.30, arbitro Calvarese di Teramo)

 

Cagliari 1970 e Napoli 1987, i primi due scudetti del calcio assegnati al di sotto di Roma. Due squadre costruite intorno a un leader (Gigi Riva da una parte, Diego Maradona dall'altra) e con allenatori dialetticamente abili come Manlio Scopigno e Ottavio Bianchi: più amato il primo dalla squadra che il secondo. Due squadre che hanno attraversato periodi contrastanti. Oggi il Napoli è quella più pronta per il grande salto, che comunque tarda. Al Cagliari stanno lavorando per provarci.

 


 

ATALANTA-UDINESE

(domenica ore 15, arbitro Maresca di Napoli)

 

Appare eccessivo dire che l'Atalanta sia uscita ridimensionata dalla sconfitta con la Juventus. Gasperini aveva avvertito di non considerarla una partita alla pari, nonostante gli ottimi risultati dei suoi. Così è stato. L'Atalanta riparte dall'Udinese, avversaria sicuramente alla portata. Blocco italiano contro multinazionale straniera e un ricordo del derby che fu a Genova, con Gasperini sulla panchina rossoblù e Delneri su quella blucerchiata.

 


 

BOLOGNA-EMPOLI

(domenica ore 15, arbitro Guida di Torre Annunziata)

 

Dopo aver vinto (a sorpresa) in casa del Pescara, l'Empoli ha infilato tre sconfitte consecutive, incassando sempre almeno tre gol: Fiorentina, Milan e Sassuolo. A questo aggiunge l'eliminazione in Coppa Italia contro il tutt'altro che irresistibile Cesena. Da altre parti il destino di Martusciello si sarebbe già definito, a Empoli no, anche per la consapevolezza di come siano irripetibili oggi i tempi di Sarri e Giampaolo. Il Bologna? Alquanto insipido, una sola vittoria e tre pareggi nelle ultime dieci partite, con prove già cadute nell'oblio.

 


 

PALERMO-CHIEVO

(domenica ore 15, arbitro Tagliavento di Terni)

 

Seconda partita sulla panchina del Palermo e per Corini c'è già il confronto con il passato. Al Chievo è stato leader sul campo e allenatore in panchina, con promozioni, salvezze e qualche incomprensione. Oggi prova nell'impresa titanica di risollevare il Palermo impoverito nell'organico da Zamparini e nella classifica da De Zerbi. A Firenze si sono visti segnali incoraggianti, prima della beffa nel finale.

 


 

TORINO-JUVENTUS

(domenica ore 15, arbitro Rocchi di Firenze)

 

Un tempo valeva per lo scudetto, oggi il derby assegna la supremazia cittadina. Il Torino studia per diventare grande, con le intuizioni di Urbano Cairo. Dal 1995 a oggi i granata hanno vinto una sola volta, con Ventura in panchina, e sono serviti loro vent'anni per farcela. Da quel 2-1, hanno patito tre sconfitte, le ultime due con quattro a carico. Non bene. Il Torino arriva all'appuntamento nutrendo parecchie ambizioni, neppure nascoste. La Juventus ha ritrovato compattezza battendo Atalanta in campionato e Dinamo Zagabria in una Champions di cui attende l'avversaria negli ottavi. Postilla: è l'unico derby d'Italia che si disputi in due stadi differenti, anche in questo Torino è all'avanguardia.

 


 

INTER-GENOA

(domenica ore 20.45, arbitro Valeri di Roma)

 

L'Inter ha preso un nuovo allenatore (Pioli, il quarto di stagione contando anche Vecchi) e già si pensa a quello che verrà: è stata la settimana delle parole in libertà su Simeone, con marce indietro prontamente innestate. Si guarda al futuro e non si vede il presente, 15.000 spettatori in Europa League. Partita inutile quanto si voglia, ma San Siro vuoto fa sempre il suo effetto. Nel frattempo l'Inter stia attenta al figlio di Simeone: Giovanni ha già segnato quattro reti.

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