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ArchivioLa Spiegazione

23 febbraio 2011

Linea morbida, di responsabilità istituzionale. Silvio Berlusconi, che ieri ha incontrato anche Giorgio Napolitano al Quirinale, ha fatto il punto con i propri consiglieri giuridici. Le decisioni, attese, per il contrattacco politico-legale al processo di Milano sul caso Ruby sono state prese. Il premier solleverà il conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale. Per il momento viene così rinfoderata la carta, più minacciosa, del voto parlamentare sull’improcedibilità. Dunque il processo di Milano si farà: il Cavaliere, “con tranquillità e sicuro delle proprie ragioni”, intende difendersi nel processo. Potrebbe anche presentarsi alle udienze, se convocato, e compatibilmente con gli impegni istituzionali. Intanto però, una volta sollevato il conflitto di attribuzione, la sentenza del tribunale milanese resterebbe congelata, in attesa delle decisioni della Consulta. Va da sé che resta sempre possibile, e in qualsiasi momento, il ricorso estremo all’improcedibilità. Sulle decisioni del premier, che nei giorni scorsi sembrava più orientato a soluzioni muscolari, ha influito l’inclinazione stabilizzatrice di Umberto Bossi e del Quirinale. La Lega ha ribadito la propria lealtà, ma sembra abbia chiesto pacatezza oltre alla plateale frenata sulla reintroduzione dell’immunità parlamentare.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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