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ArchivioLa Spiegazione

25 novembre 2010

Silvio Berlusconi mantiene la posizione, fa il muso duro ad ex alleati e oppositori, nessun cedimento, niente crisi, anche a costo di subire qualche ripicca finiana in Parlamento sulla riforma dell’università; grane capaci di guastare l’umore del ministro Mariastella Gelmini. La mossa del premier è strategica: più sarà duro più aumentano le probabilità di ottenere una fiducia solida, il fatidico 14 dicembre, in entrambi i rami del Parlamento. Soltanto a partire dal 15 dicembre, valutati i numeri, il Cavaliere potrà anche indossare una maschera più sorridente nei confronti di Pier Ferdinando Casini e forse persino con Gianfranco Fini. Ma sino ad allora nel Pdl, e nella Lega, non si temono crepe. Tanto più se, al di là delle dichiarazioni ufficiali, la diplomazia del centrodestra ha avvertito cedimenti nella linea finiana e centrista. Ambienti vicini al presidente della Camera, ieri mattina, accreditavano l’idea di un accordo possibile con il Pdl. Sia gli ex alleati di Fli e Udc, sia la maggioranza, giocano adesso tatticamente sugli allarmi relativi alla tenuta economica europea che sembrano condivisi anche dal Quirinale. Se la linea è “nessun ribaltone ma neanche elezioni anticipate”, ciascuno tenta di piegare a proprio vantaggio i paletti fissati da Giorgio Napolitano.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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