La doppia sconfitta della maggioranza ieri alla Camera non sembra pesare più di tanto sugli intendimenti di Silvio Berlusconi. I due episodi, dicono ambienti dei gruppi parlamentari, erano largamente previsti. Nonostante tutto, in attesa della doppia fiducia del 14 dicembre, il premier continua a lavorare sui numeri di Montecitorio, convinto di potercela fare a raggiungere l’autosufficienza da Fli. Nel suo entourage cominciano a suggerirgli di lasciare perdere una manovra che suona come una dimostrazione di forza contro Gianfranco Fini più che una utile opzione strategica. Tanto più se l’obiettivo preteso soprattutto da Umberto Bossi e Roberto Maroni, comunque vada, sono le elezioni anticipate. Il premier ci sta pensando. Medita infatti di rilanciare il suo partito in vista del voto, magari sostituendo almeno uno dei triumviri. Ma secondo una corrente di pensiero diffusa tra gli esegeti del premier, il Cavaliere coltiverebbe ancora l’ambizione di raggiungere l’autosufficienza allo scopo di continuare a governare sostenuto dalle urgenze prescritte dalla crisi economica che affligge l’Europa. Un’idea che Berlusconi ha avvalorato ieri annunciando l’approvazione del piano per il mezzogiorno e dichiarando di voler sedare i dissidi nel suo partito.
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