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ArchivioLa Spiegazione

13 novembre 2010

La settimana si conclude con l’annuncio di una gara di mozioni, una pro e un’altra contro il governo, e con la promessa di una crisi che le opposizioni vogliono accelerare e che, invece, Silvio Berlusconi è costretto – per via della Finanziaria – a rinviare a dicembre. Lunedì Gianfranco Fini dovrebbe ritirare la propria delegazione dal governo. Il premier, che fa sfoggio con il proprio entourage di un animo battagliero e prepara un duro intervento, cerca di trattenere il dado dell’iniziativa: vuole sfuggire all’esecutivo tecnico blindando la maggioranza con una mozione pro governo al Senato. E’ una partita complicata dal sospetto che si possano perdere una decina di senatori che fanno riferimento a Beppe Pisanu e Lamberto Dini. La Lega smentisce, ma viene percepita come ambigua; mentre i contatti finiani con ambienti del Quirinale insospettiscono il Pdl. Gli avversari forzano il Cavaliere su un terreno tutto interno alle liturgie di Palazzo. Il premier è obbligato ad accettare il campo di battaglia altrui, pur di sottrarsi alla trama di Fini e Casini. Ma vede la salvezza nelle urne. Né l’Udc né Fli puntano al voto, anche se di terzo polo si parla come di un fenomeno acquisito e l’ingresso di Montezemolo in politica è più di una semplice opinione.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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