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ArchivioLa Spiegazione

23 ottobre 2010

L’intervento critico di Giorgio Napolitano sul lodo Alfano agita nuovamente la maggioranza e i pensieri di Silvio Berlusconi. Le parole del capo dello stato precipitano al termine di una settimana nel corso della quale la diplomazia del Pdl, guidata proprio da Angelino Alfano, era riuscita ad allontanare lo spettro delle urne anticipate dal dibattito pubblico. Ritorna l’incertezza e si destano sospetti e retropensieri. Napolitano non ha espresso perplessità sulla norma in sé, ma su un singolo aspetto che riguarda la tutela del presidente della Repubblica. Alcuni esponenti di governo sostengono che, qualora si riuscisse nello sforzo di triangolare con sapienza politica e istituzionale, il problema sollevato da Napolitano può essere riassorbito senza che l’iter della norma subisca rallentamenti. L’ala dei falchi (e forse lo stesso premier) non ne è persuasa: legge piuttosto nelle parole di Napolitano un avallo implicito alle manovre di Palazzo contro Berlusconi. La settimana finisce un po’ come era cominciata. Il Pd chiede il ritiro del lodo, il centrodestra reagirà alle manovre delle opposizioni se saprà far valere le proprie ragioni politiche all’interno del recinto di un negoziato istituzionale. Ma ciò dipenderà anche dalla disponibilità di Gianfranco Fini.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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