In uno dei momenti più difficili per l’Italia, con la Borsa che continua a inanellare record negativi, il presidente del Consiglio, indebolito dalle recenti vicende politiche, elettorali e giudiziarie, ma non intimidito, si è esposto in prima persona, offrendo un’analisi pacata e una piattaforma basata su un ragionamento politico di buon livello. Naturalmente un discorso non basta a ribaltare una situazione alla cui criticità contribuiscono fattori internazionali che neppure il presidente americano riesce a contrastare efficacemente. Le indicazioni di Silvio Berlusconi – più che per i contenuti tecnici, che godono di fatto della preventiva approvazione della Banca d’Italia e del “patrocinio” del Quirinale, e la cui definizione concreta è affidata al dialogo con le rappresentanze sociali ed economiche – valgono come banco di prova della solidità della maggioranza e della disponibilità delle opposizioni a entrare nel merito di quel che si può fare per spegnere l’incendio. Le due condizioni sono connesse tra loro, perché alle opposizioni non si può chiedere di fare da stampella esterna a un governo che non è in grado di reggersi da sé.
Berlusconi ha riconosciuto come primaria l’esigenza di promuovere la crescita, ha espresso apprezzamento per le richieste in questo senso delle parti sociali e si è impegnato a concordare con loro l’agenda per la crescita. In questa rinuncia a mettere in campo prima del confronto un’indicazione articolata (se si eccettuano le decisioni sullo sblocco di risorse per le infrastrutture soprattutto meridionali) c’è un investimento nel dialogo che apre spazi reali agli interlocutori. Il governo non vanta un’autosufficienza che comunque ha, ma deve dimostrare solidità, tanto più necessaria per affrontare con flessibilità una situazione della quale molti aspetti sono tuttora imprevedibili. La chiusura di Pier Luigi Bersani, che vincola persino un confronto di merito al “passo indietro” di Berlusconi, sposta la ricerca di un possibile percorso condiviso al confronto sociale, che assume quindi un ruolo centrale in modo un po’ forzoso. Quasi simmetricamente, il sostegno delle formazioni di maggioranza è stato confermato con energia, in particolare dalla Lega, il che significa che il percorso indicato da Berlusconi, comprese le aperture al Quirinale e alle opposizioni, non è solitario. Se si pensa a quanto veniva considerata pericolosa solo ieri la decisione di Berlusconi di esporsi in prima persona, si può dire che l’esame politico è stato superato. Quello del mercato riguarda invece tutta l’Italia.
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