Il Papa che ha fatto del binomio ragione-fede uno dei punti chiave del suo magistero visita la patria della dea ragione. Benedetto XVI è atteso a Parigi per il 12 settembre. Motivo principale del viaggio sono i 150 anni delle apparizioni della Madonna a Lourdes, ma i due giorni nella capitale transalpina non saranno una semplice appendice a quelli tra i Pirenei. Anzi, il programma parigino ha molta sostanza: la visita a Sarkozy, due brevi incontri con la comunità ebraica e quella musulmana, la Messa con i giovani nell’Esplanade des invalides, soprattutto l’intervento davanti a 600 rappresentanti del mondo della cultura transalpina, ma non solo. Al Collège des Bernardins Benedetto XVI parlerà in francese e nel contesto che sente più suo, quello dell’accademia, ma parlerà alla Francia per rivolgersi anche a tutto il Vecchio continente. Accadrà alle 17 e 30 di venerdì 12. E ci sono tutti i presupposti per una sorta di nuova Ratisbona.
La Francia che aspetta il Papa è un po’ lo specchio dell’Europa di oggi, vive in modo acuto gli stessi interrogativi e le stesse crisi che caratterizzano il resto del continente. Benedetto XVI arriva in Francia mentre la trinità laica della Repubblica non gode di ottima salute. Il valore della laicità che ha fatto da alveo all’ideale della liberté, égalité, fraternité scricchiola: vulnerabile davanti ai temi della convivenza civile, si pensi alla vicenda delle banlieues parigine; muto sull’essenziale dell’esistenza, come nel caso della richiesta di eutanasia di Chantal Sébire, giovane donna sfigurata da un tumore.
In un paese che a detta del suo stesso presidente ha bisogno di tornare a sperare il viaggio di Benedetto XVI interessa un po’ tutti, credenti e no.
I cattolici – secondo le statistiche il 75 per cento della popolazione – soffrono da tempo una crisi che ha le sue radici più vicine nel ’68. Se da un lato è vero che “le chiese in Francia non sono vuote”, come ha tenuto a precisare l’arcivescovo di Parigi, il cardinale Vingt-Trois, dall’altro è altrettanto reale lo scenario offerto dal basso numero di futuri sacerdoti: in tutto il paese i seminaristi sono poco più di 1.500. Il fatto che negli ultimi anni si sia registrata una piccola ripresa delle vocazioni fa sì che in molti si attendano dall’incontro del Papa con l’episcopato francese, in programma il 14 settembre a Lourdes, un invito a osare di più. Ma per l’immediato sarà la Messa nell’ Esplanade des invalides a offrire la cartina di tornasole sullo stato di salute della chiesa francese. Il 13 sono attesi almeno 200 mila partecipanti e se così fosse sarebbe un bel segno di vitalità, un nuovo scossone, cui stavolta dare miglior seguito, dopo la marea oceanica arrivata per la Giornata mondiale dei giovani del ’97.
Non solo i cattolici guardano però con interesse al viaggio di Benedetto XVI. Di certo lo attende il presidente Sarkozy, cui il Papa restituirà la visita del dicembre 2007 in Vaticano. L’inquilino dell’Eliseo non è un campione del cattolicesimo. Ma dev’essere passata molta acqua sotto i ponti se, dopo un Mitterrand che in nome del principe de laïcité snobbò il titolo di canonico onorario della Basilica di San Giovanni in Laterano, è venuto il tempo di un Sarkozy che è stato invece ben contento di accettarlo, che alla cerimonia del conferimento ha fatto un discorso sulle radici cristiane della Francia e che all’Osservatore Romano ha detto che il cristianesimo è un “messaggio di audacia estrema e di speranza totale” che non può “essere annunciato in modo attenuato”.
Quella che un tempo era definita “la figlia maggiore della chiesa” oggi è un paese che, nonostante la sua storia (la grande moschea di Parigi è del 1926), fatica a fare i conti con il mondo islamico. E’ un paese che continua a dibattere sulla divisione tra religione e stato sancita nel 1905. Laicità e convivenza civile sono al tempo stesso un credo e una ferita. Sarkozy ha affermato che oggi in Francia “mancano gli intellettuali cristiani, le grandi voci che si fanno sentire nei dibattiti per far progredire la società”. Il 12 settembre a Parigi arriva Benedetto XVI.
Leggi Betori arcivescovo di Firenze, mentre Benedetto XVI sbarca nell’isola
© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Riccardo Piol
Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui