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Bondi: “A un attacco ad personam si risponde con una legge ad personam”

E’ forse l’unico dirigente del Pdl ad ammetterlo: il cosiddetto comma Mondadori sarebbe stato “una legge sacrosanta” ma sarebbe stato un intervento “ad personam” per Silvio Berlusconi. Sandro Bondi pensa che a un attacco politico “ad personam”, come quello che il Cavaliere ritiene di subire da più di vent’anni anche a mezzo giudiziario, si possa apertamente – spiegandolo alla pubblica opinione – difendersi attraverso uno scudo politico anche questo “ad personam”. Dunque persino con una legge che metta al riparo il patrimonio personale del presidente del Consiglio su cui pende il rischio di un maxi risarcimento da 750 milioni di euro da versare all’avversario Carlo De Benedetti per l’affare Mondadori. “L’attacco è ad personam, ammantato da una procedura giudiziaria e legale – dice al Foglio il coordinatore nazionale del Pdl – mentre una norma che sancisca che un eventuale risarcimento valga solo dopo una sentenza definitiva della Cassazione, sarebbe una norma sacrosanta. Varrebbe per tutti, nessuno escluso. Questa norma, inoltre – spiega Bondi – avrebbe anche un contenuto politico, nel senso più alto della parola. E lo si dovrebbe sostenere apertamente”.

E qui c’è da chiedersi anche per quale ragione non ci sia stata questa pubblica presa di responsabilità con l’aperta e coraggiosa denuncia, da parte dello stesso premier, della natura “ad personam” del comma controverso che ha rabbuiato il Quirinale. Forse Umberto Bossi e la Lega non avrebbero capito? Forse Giulio Tremonti ci ha messo del suo? “Sono convinto che tutto il gruppo dirigente del Pdl, non escluso Tremonti, e anche la Lega dimostrerebbero lungimiranza politica a sostenere un intervento del genere. Se non altro dovrebbero avvertire il dovere morale di impedire un atto di ingiustizia nei confronti di un gruppo imprenditoriale, nei confronti del sistema economico italiano nel suo complesso e nei confronti del presidente del Consiglio, il quale non può venire colpito per il ruolo politico svolto in questi anni”. Non è escluso che Berlusconi si risolva – ma chissà – a una pubblica denuncia, presentando contestualmente una norma che metta al sicuro il suo patrimonio sotto attacco. Dice Bondi: “Allo scopo di eliminare Berlusconi dalla vita politica, senza preparare una valida alternativa democratica, sono stati utilizzati tutti i mezzi possibili: dall’attacco giudiziario, a ogni tipo e grado di campagna scandalistica (frutto di una micidiale tenaglia mediatico-giudiziaria) per demonizzarne la figura politica e personale, fino al tentativo di colpire il patrimonio e le aziende, che fino a prova contraria costituiscono un bene nazionale e sono quotate in borsa”.

Tra gli amici del premier la questione
Mondadori, per come affrontata dalle opposizioni, viene definita “un atto di vendetta”. E’ così? “La sinistra, purtroppo, a causa del proprio istinto culturale e della propria debolezza, non è capace di pronunciare una parola di verità su un accanimento che non prepara nulla di buono anche per il futuro. Non si prepara un cambiamento vero attraverso atti vendicativi nei confronti dei propri avversari politici. In questo modo l’Italia continuerà a essere un paese in cui la vita politica è più simile a una guerra civile non dichiarata che a una vera democrazia”.

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di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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