Da questa mattina la Associated Press batte la notizia del rimpasto di cui Washington parla da settimane: il generale David Petraeus, capo delle forze armate in Afghanistan, diventa capo della Cia al posto di Leon Panetta, l’ex capo di gabinetto di Clinton che non deve attraversare nemmeno il Potomac e da Langley va a dirigere il Pentagono. E’ l’uscita di scena, annunciata mille volte e mille volte rimandata, del segretario della Difesa, Bob Gates, il grande realista di Bush rimasto in carica oltre ogni promessa perché Obama non aveva altre idee serie per amministrare il Pentagono.
Alle nomine di primo livello corrisponde un rimpasto dei piani medi che non è meno significativo: l’ambasciatore a Kabul, Karl Eikenberry, lascia il posto a Ryan Crocker, “Il Lawrence d’Arabia americano”, come lo chiamava Bush quando era ambasciatore a Baghdad. Crocker era la parte civile della coppia perfetta con Petraeus ai tempi del surge e il suo nome è stato fatto per qualsiasi nomina vacante avesse a che fare con il medio oriente (compreso il posto in Siria). Lui ha sempre rifiutato, preferendo il posto da decano all’A&M University del Texas; ma ora sembra che, con l’aiuto di Petraeus, Obama lo abbia convinto a ritornare in servizio. Al posto del capo delle Forze armate, Mike Mullen – che aveva già annunciato la dipartita entro l’estate – dovrebbe arrivare James Cartwright, il generale dei marine che David Ignatius del Washington Post chiama “l’Obama in uniforme” per via della sua attitudine da freddo calcolatore. Il suo posto però non è ancora blindato. Questa settimana Obama dovrebbe annunciare il grande rimpasto della sicurezza nazionale.
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