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Violante contro la pubblicazione delle intercettazioni: "I giornali si diano una regolata"

L'ex presidente della Camera su Canale 5: "Colpito dalla quantità di informazione dedicata alla vicenda giudiziaria di Berlusconi"

L'ex presidente della Camera, Luciano Violante, intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5 e riferendosi al caso Ruby e al coinvolgimento del premier, ha detto: "Sono colpito, come tutti, dalla quantità di informazione dedicata a questa vicenda giudiziaria. La cosa è certamente grave, vedremo poi le accuse sono fondate o meno […] Credo che l'Italia sia un caso unico tra i paesi avanzati in cui i media dedicano tanto spazio trascrizioni più che ai commenti, c'è un'informazione fatta per trascrizione di atti processuali piuttosto che per analisi dei fatti stessi. E' importante che i cittadini sappiano quello che succede e che ci sia il controllo dell'opinione pubblica, che in democrazia è indispensabile, ma ci sono anche la tutela della riservatezza del processo e delle persone che sono valori che vanno tenuti in equilibrio".

La proposta di Violante è che direttori di quotidiani, radio e tv dovrebbero sottoscrivere delle regole condivise che mettano un confine alla pubblicazione degli atti giudiziari: "Ho letto sui giornali di questa mattina che il cardinale Bagnasco richiama tutti alla responsabilità. Cosa vuole dire questo per la politica e l'informazione? Questa è una domanda che ci dobbiamo porre e ci dobbiamo dare una risposta. Nei mezzi di informazione è come al poker: se uno bara deve essere cacciato. Quindi prima ancora che leggi draconiane, deve esserci un'intesa tra i direttori dei giornali per decidere cosa può o non può essere pubblicato. E chiaro che se poi tutti tengono fede all'impegno è un bene, altrimenti l'intervento di una legge che disciplini l'informazione in questa materia, senza privare i cittadini del diritto di sapere, ritengo sia importante. Il codice di procedura penale è abbastanza equivoco su questa materia. Facendo il giurista da cinquant'anni sono un po' scettico sul valore taumaturgico delle leggi. Ci vuole anche il consenso affinché le regole funzionino. Allora, anziché andare a perdere mesi intorno a una legge, vediamo se per caso non possano essere gli stessi mezzi di informazione a darsi delle regole. Se poi non sarà possibile stabilire delle regole condivise, allora è evidente che dovrà intervenire una legge. Io non sto negando il diritto dei cittadini a sapere e il diritto dei giornalisti a informare, sto dicendo che ogni diritto a un suo confine e qui il confine non esiste piu.

Secondo Luciano Violante occorre "uscire dall'ipocrisia"
del ricorso al tribunale dei ministri che, secondo il centrodestra, dovrebbe giudicare il presidente del Consiglio nella vicenda delle feste e dei suoi rapporti con Karima el Marough. Parlando del conflitto di attribuzione Violante ha aggiunto: "I magistrati potranno procedere solo se la Camera darà l'autorizzazione. Nel caso ci fosse un conflitto di attribuzione è chiaro che sarà la Corte a doverlo sciogliere. In teoria potrebbero essercene addirittura due: uno sollevato dalla presidenza del Consiglio e uno sollevato dalla Camera, che potrebbe ritenere, attraverso la decisione dell'autorità giudiziaria, di essere privata del potere di dare o negare l'autorizzazione a procedere".

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