IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
accesso abbonati
ArchivioLa giornata

Scacco in due mosse

Il Cav. punta sulla fiducia a Bondi per colpire Fini

L’arma delle carte di Montecarlo. A febbraio manifestazione in cento città

Con il voto di sfiducia a Sandro Bondi previsto per oggi si è messa in moto la controffensiva politica del centrodestra. E’ stato Silvio Berlusconi, nonostante la cautela di alcuni tra i suoi consiglieri, a spingere per una prova di forza parlamentare che suoni come “la seconda fiducia al governo in due mesi”. Pdl e Lega hanno numeri sufficienti a Montecitorio, e le manovre di Denis Verdini – che si protrarranno fino a questa mattina – già ieri sera avevano portato in casa del centrodestra altri due voti dal gruppo misto: quello di Ferdinando Latteri è dato per certo. La sfiducia a Bondi assume dunque un carattere tutto politico che si discosta dalla vicenda personale del ministro della cultura (comunque intenzionato – dicono – a dimettersi anche una volta riaffermata la fiducia del Parlamento).

In un vertice notturno a Palazzo Grazioli, il presidente del Consiglio ha fatto il punto sulle operazioni che dovranno seguire al voto di oggi alla Camera. La maggioranza farà squillare il risultato di Montecitorio su Bondi affiancandolo a nuovi sondaggi che dimostrerebbero la tenuta del Pdl e del suo leader. Ma il programma del Cavaliere prevede una mossa per incunearsi tra Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. “Il terzo polo va spaccato”, ha detto Berlusconi. Ma come? Colpire Fini per costringere Casini a un negoziato. Così Pdl e Lega hanno ricominciato a chiedere con forza le dimissioni del presidente della Camera con l’intenzione di inchiodarlo alle sue parole: “Se la casa di Montecarlo risultasse di proprietà di Giancarlo Tulliani mi dimetterei subito”. Nei corridoi del Palazzo si dice che a breve i gruppi parlamentari del centrodestra presenteranno un’interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri, Franco Frattini, che secondo indiscrezioni pubblicate sui quotidiani avrebbe ricevuto dei documenti incontrovertibili provenienti dall’isola di Santa Lucia (sede legale della società offshore proprietaria dell’immobile monegasco). Il ministro Frattini sarebbe a quel punto costretto a rendere pubblici, in Aula, i documenti. “E’ il colpo decisivo contro Fini”, dicono nel Pdl.

Il 12 febbraio, in contemporanea al congresso finiano di Fli, si terrà una grande manifestazione nazionale del Pdl in cento città italiane. Una prova generale sarà oggi alla Camera con un picchetto organizzato da Daniela Santanchè. La strategia è sempre la stessa: oscurare Fini e attaccare la procura di Milano. Il 12 febbraio Berlusconi interverrà personalmente, o attraverso un videomessaggio, nella più importante delle manifestazioni, proprio nel capoluogo lombardo da dove è partito l’attacco dei magistrati. Nelle sue conversazioni private il premier insiste nel sostenere che le toghe sono andate “oltre ogni limite e regola”, per questo si considera in guerra aperta contro la magistratura e “contro quei poteri che se ne vogliono servire per scopi politici”. Nel suo entourage c’è chi lo ha sconsigliato di ripercorrere la strada dell’assalto frontale a Fini (“non è utile aprire troppi fronti, aspettiamo le mosse dei pm”). Ma il Cavaliere accusa sul serio Fini di avere rapporti occulti con settori dei servizi, cosa di cui – paradossalmente – anche Fini accusa il premier: “Chi lo ha imbeccato su Montecarlo?”.

Leggi La sfacciataggine dei laicisti di Giuliano Ferrara

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

Sito certificato Audiweb

Web Design: Vai al sito di Area Web     Hosting: Vai al sito di Bluservice     Advertising: Vai al sito della divisione WebSystem del Sole 24 Ore

Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui