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Il Papa: "C'è un indebolimento dei principi etici"

Così Napolitano smette l’abito da stabilizzatore per fare paura al Cav.

Irritato dalla lotta del premier con i pm, il presidente fa capire che i governi possibili sono tanti. Bossi preoccupato

Il Papa Benedetto XVI nell'udienza a funzionari e dirigenti della Questura di Roma ha detto: "La società e le istituzioni pubbliche ritrovino la loro anima, le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all'azione pratica".

Giorgio Napolitano, “turbato” e un po’ irritato per le mosse di Silvio Berlusconi, ha inviato messaggi pubblici e privati sufficienti per mettere in allarme il centrodestra sia nella sua declinazione pidiellina sia in quella (in questa fase particolarmente sensibile ai richiami istituzionali) leghista. Il Quirinale, cui ieri si è aggiunto il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, è preoccupato dal rifiuto del premier di presentarsi di fronte ai giudici di Milano. Una preoccupazione tale da aver spinto il presidente a comunicare al centrodestra, senza possibilità di equivoco, che la stabilità di governo è un valore “ma non lo è ad ogni costo”. Come dire: fino a ieri ho lavorato per scongiurare sia il ricorso alle urne sia tentativi di formare maggioranze alternative all’attuale che non offrissero evidenti garanzie di solidità e durata, ma l’atteggiamento del premier nei confronti delle toghe, e delle istituzioni, potrebbe anche convincermi del contrario.

Una vera grana per la maggioranza, poiché il Quirinale ha rappresentato in questi ultimi mesi di tramestio un fondamentale elemento di stabilizzazione, al punto da essere risultato uno dei tasselli che hanno indirettamente contribuito a provocare il mezzo fallimento della spallata di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini al Cavaliere. Fu il Quirinale a chiedere che la data della sfiducia fosse posticipata al dopo Finanziaria. Ed è stato sempre il Quirinale a officiare, con la propria vigile presenza istituzionale, la bocciatura solo parziale della legge sul legittimo impedimento. Adesso gli equilibri stanno cambiando e se Berlusconi, alle prese con troppi dossier, fatica ad accorgersene, è stato Umberto Bossi – nella notte tra mercoledì e giovedì – ad attirare l’attenzione del premier sulla questione. Con quanto successo non è dato saperlo. Ma il leader della Lega ha messo in chiaro un paio di cose con il premier: lo scioglimento delle Camere dipende da Napolitano, il successo del negoziato con il Pd sul federalismo può essere influenzato da Napolitano, la migliore diga alle effimere manovre di Palazzo è quella che può costruire Napolitano. “Berlusconi deve essere più cauto. Bisogna abbassare i toni”, ha detto Bossi prima di aggiungere – esplicitando l’obiettivo delle sue parole: “Napolitano è uomo di grande buon senso”.

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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