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Tutte le ragioni che invogliano la Cina a comprare il debito Ue

Il futuro premier cinese rassicura Zapatero sugli acquisti di titoli spagnoli e fa tappa a Berlino e Londra. Le attese di Roma

Difficile oramai dire se i detentori di bond statali spagnoli si sentano più rassicurati dalle parole di un premier iberico o da quelle di un vicepremier cinese. Ieri, per esempio, gli occhi degli investitori non erano puntati su José Luis Zapatero, che pure annunciava come la Spagna sia riuscita a ridurre il suo deficit pubblico del 2010 più del previsto, raggiungendo un rapporto deficit/pil "leggermente migliore" rispetto al preventivato 9,3 per cento. Piuttosto l’attenzione del Vecchio continente si concentra in queste ore sulle parole di Li Keqiang, vicepremier di Pechino destinato l’anno prossimo a prendere il posto del premier uscente Wen Jiabao.

Li, ieri all'esordio del suo tour europeo, ha annunciato l'impegno dell'ex impero celeste ad acquistare titoli di stato di Madrid
. "Trabajemos de mano", lavoriamo mano nella mano, è il titolo di un lungo intervento dell'alto dirigente comunista che il quotidiano El País ha ospitato alla vigilia del suo arrivo in Europa. L'insolita incursione mediatica precede un'agenda fitta di incontri, specie a livello governativo, in Spagna, Germania e Regno Unito. Ma soprattutto, leggendo attentamente l'articolo, e dopo averlo sfrondato dai molti paragrafi dedicati alla celebrazione del miracolo economico del gigante asiatico, tutti gli analisti si sono appuntati queste parole: "La Cina è un investitore responsabile e di lungo termine nei mercati finanziari europei e in particolare in quello spagnolo". Poi un passaggio ancora più esplicito: "Abbiamo fiducia nel mercato finanziario della Spagna, e ciò si è tradotto nell’acquisto di debito pubblico del paese, un'azione che proseguiremo anche nel futuro". Affermazioni così incoraggianti sono merce rara in un continente da mesi all’attenzione degli osservatori internazionali per lo stato malconcio dei bilanci pubblici; una situazione a tratti pericolante che ha già convinto Bruxelles a intervenire per salvare Grecia e Irlanda, ovvero due paesi della lista dei “Pigs” che include anche Portogallo e Spagna. D’altronde non è la prima volta che la Cina annuncia di voler tendere la mano all'Europa.

A guidare Pechino, più che un generico afflato solidaristico, sarebbe innanzitutto l'interesse a evitare un tracollo dell'euro. Un eccessivo indebolimento della valuta unica, infatti, non potrebbe che ridimensionare l'industria esportatrice del paese orientale. Secondo l'istituto americano di analisi strategica Stratfor, vi sarebbero poi altri fattori da considerare. Primo, la Cina vuole diversificare l'utilizzo delle sue enormi riserve valutarie, disimpegnandosi progressivamente dai soliti bond americani. Secondo, soccorrere gli stati che hanno difficoltà a rifinanziare il proprio debito pubblico può essere un’ottima via per contrattare – da una posizione di maggiore forza – investimenti nell'economia reale europea. Il caso greco, con Pechino che per decenni si è assicurata l’uso delle strutture portuali del Pireo, fa scuola. Inoltre, sostiene Marko Papic di Stratfor, i cinesi auspicano che il loro intervento sui mercati finanziari "induca gli europei ad assumere un atteggiamento più dialogante nel momento in cui si discuterà di protezionismo”, oppure della revisione dell’embargo sugli armamenti made in China. Tutti dossier sui quali le cancellerie europee, impegnate a far quadrare l'esigenza di rigore finanziario con quella di sostegno alla ripresa, potrebbero essere disponibili a trattare.

L'Italia, per ora, non è tra le destinazioni di Li, ma da parte del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non sembrano esserci chiusure preconcette all'ipotesi di attingere a capitali stranieri quantomeno per sostenere la crescita: "E' necessario guardare anche all'esterno – ha detto recentemente in un seminario – il risparmio sui mercati globali è ampio e cresce come un fiume carsico, sia per ragioni demografiche, sia per l'accelerazione dei tassi di crescita dei grandi paesi emergenti". Per l’acquisto dei nostri Bot, poi, si vedrà. Aspettando Li.

di Marco Valerio Lo Prete

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