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Dove si vince il Midterm/ 14

Pennsylvania

2008: Obama +11 per cento
Gov: Rendell (D) – open
Sen: Specter (D) – open
Cam: GOP 7 DEM 13

Se l’Ohio potrebbe essere una Waterloo per i democratici, in Pennsylvania il rischio è quello di un disastro nucleare. Geograficamente più spostato verso nord est, in questo ciclo elettorale il Keystone State si sta comportando esattamente come il resto del Midwest (e questo è il motivo per cui l’abbiamo inserito in questa categoria). Ma andiamo con ordine. La poltrona di governatore, lasciata libera dal democratico Edward G. Rendell, dovrebbe andare al repubblicano Tom Corbett, confermando una delle “regole auree” della politica statunitense (dal 1954, il governatore della Pennsylvania cambia partito ogni otto anni). Più dura la sfida al Senato, con il democratico Joe Sestak (che alle primarie ha battuto l’ex repubblicano Arlen Specter) opposto a Pat Toomey, ex congressman, ex presidente del Club for Growth e favorito dei Tea Party. Toomey, che all’inizio della campagna era considerato “troppo a destra” per la Pennsylvania, è stato a lungo in testa nei sondaggi. Nell’ultima settimana Sestak si è riavvicinato, ma ormai potrebbe essere troppo tardi.

In caso di esplosione atomica nelle corse a livello statale, le scorie radioattive potrebbero diffondersi rapidamente anche alla Camera. In due distretti i repubblicani sono nettamente favoriti per il pick-up: nel terzo distretto (Earie County) la freshman Kathy Dahlkemper ha i giorni contati contro il venditore d’auto (ed ex giocatore di football a Notre Dame) Mike Kelly; nell’undicesimo distretto (Scranton e i suoi sobborghi), per il repubblicano Lou Barletta dovrebbe finalmente essere arrivato il momento giusto per sconfiggere l’incumbent Paul E. Kanjorski, in carica dal 1984, che lo ha già battuto tre volte. I candidati del Gop, poi, sono in testa anche nel settimo, nell’ottavo e nel decimo distretto, anche se in questi casi si tratta di sfide più equilibrate. Poi c’è la mina vagante di toss-up puro nel dodicesimo distretto occidentale, per difendere il quale si è mosso addirittura il vicepresidente Biden. La Pennsylvania, insomma, sembra una perfetta riproduzione in scala delle elezioni di midterm.

I democratici potrebbero perdere il governatore, ma potrebbero anche limitare i danni in extremis conservando il loro seggio al Senato; potrebbero subire due o tre pick-up alla Camera (probabilmente consegnandola al Gop con una risicata maggioranza), ma potrebbero anche subirne quattro o cinque, e in questo caso ci si troverebbe di fronte ad un vero “riallineamento” elettorale, di quelli che scuotono le fondamenta del sistema politico e influenzano le generazioni successive. Nella lunga notte del 2 novembre scopriremo quale fra questi scenari si troverà di fronte il presidente Obama nella seconda metà del suo (primo?) mandato.

di Larry Silverbud

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