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Midterm, venti forti da giù/ 14

Texas

2008: McCain +12 per cento
Gov: Perry (R)
Cam: GOP 20 DEM 12

Quando nel Texas dominavano i democratici, il partito era diviso tra i tory democrats – che provarono a boicottare la candidatura di FDR nel 1944 – e i liberal democrats custodi dell’ortodossia rooseveltiana. Con l’ascesa alla Casa Bianca del texano Lyndon Johnson, i conservatori del Partito democratico passarono in massa ai repubblicani, che intanto conquistavano voti nelle contee a nord di San Antonio e nei sobborghi in espansione di Dallas e Houston. Oggi che a dominare è il Gop, il partito è spaccato tra l’ala conservatrice/populista e quella più fedele all’establishment. Passano i decenni, ma la politica del Lone Star State resta tra le più affascinanti e complesse di tutti gli Stati Uniti d’America.

Quest’anno, nella corsa a governatore, il repubblicano Rick Perry cerca la quarta rielezione consecutiva (sarebbe un record) a spese dell’ex sindaco di Houston, Bill White. I democratici hanno a lungo coltivato la speranza di battere Perry, ma il successore di George W. Bush dovrebbe farcela anche questa volta. Pur controllando quasi tutto il “controllabile” alla Camera (cioè tutte le contee non ispaniche a nord di Houston), il Gop tenta il colpaccio in almeno due distretti. Nel 17°, il conservatore democratico Chet Edwards tenta ancora una volta di respingere gli attacchi repubblicani in un distretto molto “rosso”, ma questa volta l’imprenditore Bill Flores sembra un avversario davvero temibile. Se l’onda lunga del Gop acquistasse particolare potenza, poi, i democratici potrebbero rischiare anche nel 23° distretto – un’enorme distesa di deserto a sud ovest di San Antonio e al confine con il Messico – dove si scontrano l’incumbent Ciro Rodriguez e lo sfidante Quico Canseco. Olè!

di Larry Silverbud

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