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Abbiamo un partito

Ecco la gestazione del movimento post ideologico finiano, concepito per contendere il consenso del Pdl

Gianfranco Fini non sembra avere intenzione di usare il proprio nascente partito per accelerare la decomposizione della maggioranza e imboccare la strada che conduce alle elezioni anticipate. Dalle parti di Futuro e libertà (Fli) tira poca voglia di andare al voto: un messaggio di questo tipo, con allegato un sottotesto riguardante la giustizia e il lodo Alfano, è stato recapitato al premier. Se mercoledì è stato il giorno tatticamente più opportuno, dal punto di vista dell’ex leader di An, per annunciare la nascita di un partito tutto suo, tuttavia i tempi di gestazione previsti non sono così rapidi. Ma il motore organizzativo è in moto; e se il Cavaliere non deve temere sgambetti di Palazzo, forse dovrebbe preoccuparsi per le parole dei dirigenti finiani. Cosa sarà il partito di Fini? “Un soggetto politico post ideologico che contenderà al Pdl spazio politico e blocchi sociali”, dice Carmelo Briguglio.

D’altra parte da mesi la concorrenza – non ancora elettorale – i finiani l’hanno messa a frutto sul territorio raccogliendo personale politico originariamente berlusconiano. Dove ci sono scontenti, come dimostra in queste settimane il conflitto nel Pdl toscano, la minaccia è “attenti perché passiamo con Fini”. L’ultima stima ufficiale di Generazione Italia annuncia l’avvenuta inaugurazione di 500 circoli in tutto il paese, con quindicimila iscritti. La struttura, “ad arcipelago”, ha già un gruppo dirigente sostanzialmente individuato nel manipolo dei quarantaquattro parlamentari. Alle sigle già note di Generazione Italia e di FareFuturo, a breve si aggiungerà anche l’associazione “Socialismo e libertà”, che sarà fondata da Chiara Moroni e che assieme a Libertiamo, di Benedetto Della Vedova, sarà utile a centrare l’obiettivo che si è prefisso Fini: costituire una struttura che sia per almeno due terzi composta da quadri e militanti che non hanno mai messo piede in una sezione di An o dell’Msi. L’esperimento sta funzionando con il settore giovanile, che raccoglie i cocci di Azione giovani e del movimento junior di FI: il 6 novembre, a Perugia, sarà eletto un comitato – età media venticinque anni – e un segretario, forse il ventottenne Gianmario Mariniello.

Salvo novità, ovvero un ripensamento strategico di Berlusconi, il partito di Fli correrà da solo al primo turno delle amministrative previste in primavera. Il primo vero test di consenso. Anche i sondaggi di Berlusconi ormai confermano che Fli si attesta tra il 6 e il 7 per cento (questa settimana il Cav. ha registrato, con Euromedia, una flessione del suo Pdl al 27 per cento). Non si parla di terzo polo dalle parti del presidente della Camera, quella resta una minaccia evanescente in caso di elezioni anticipate, mentre l’ipotesi di una corsa solitaria nei piccoli, medi e grandi comuni è già una risoluzione strategica approvata. Fini sta corteggiando Gabriele Albertini per candidarlo sindaco a Milano, sta stringendo un accordo con Giancarlo Galan in Veneto (ieri il ministro dell’Agricoltura ha avuto un colloquio con il vicecapogruppo finiano Della Vedova, alla Camera). In ambienti finiani si fa notare che Galan significa tutto un pacchetto di voti e relazioni imprenditoriali, anche con la potente Confindustria veneta. E’ forse presto per i nomi dei candidati, ma alcuni sono praticamente certi: a Napoli è pronto a candidarsi Enzo Rivellini o forse il capogruppo Italo Bocchino, a Trieste c’è Roberto Menia, leader, con una propria corrente, dell’ala più destrorsa e nostalgica di Fli, il vero concorrente della Destra di Storace e Santanché. I denari e i finanziamenti? Alle relazioni pubbliche pensano Adolfo Urso, con il pacchetto dei finanziatori storici di FareFuturo, e Italo Bocchino che, tra le altre cose, vanta una consuetudine con Carlo De Benedetti. C’è poi James Murdoch, conoscente di Fini dal 2008 e che di recente, il 3 giugno scorso, ha voluto farsi vedere a pranzo con il presidente della Camera. Chissà. I più cattivi (con Berlusconi) dei finiani ci vogliono credere: Sky può fare per Fini in Italia quello che ha fatto per Cameron in Inghilterra?

di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

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