Una politica solo in chiaro non esiste. Non esiste un potere politico militare finanziario ecclesiastico accademico sportivo giornalistico culturale, né un contropotere, che siano solo in chiaro. L’area grigia è la più vasta in politica. Ezio Mauro, rispettato direttore di Repubblica, deve convincersene. Oppure, se ne sia già segretamente convinto, deve decidersi a informare i suoi lettori di questa incontrovertibile verità machiavelliana. Può chiedere notizie di Nicolas Sarkozy e di Eric Woerth al suo Bernardo Valli, e verrà a sapere quanto segue.
Per esempio, che la donna più ricca di Francia, Liliane Bettencourt, usava trasferire contante per fare politica al sindaco di Neuilly sur Seine ora presidente francese e al tesoriere del partito gollista ora ministro del Lavoro, secondo quanto indicano intercettazioni che i giornali francesi si schifano di pubblicare e che sono note solo attraverso il lavoro spazzino di certi blog variamente appaltati: ci sono infatti paesi in cui i giornali seri rispettano la privacy, perfino quella del potere, e non fanno campagne plateali indecorose contro le autorità politiche elette, limitandosi a riassunti e notizie non sceneggiati, filtrati, resi comprensibili al lettore politico e non pittati e coloriti ad uso dell’emozione popolare e della demagogia da trivio.
Queste cose sono riservate aux italiens. Mauro verrebbe anche a sapere, per esempio, che nessuno, né la stampa né l’opposizione socialista, farà alcun tipo di sconto politico o morale a Sarkozy, che è ormai sotto le scarpe della credibilità dei francesi (un misero 26 per cento di approvazione), ma le registrazioni effettuate da un maggiordomo di casa Bettencourt e le confessioni del contabile di famiglia saranno usate con un qualche giudizio, con attenzione a non svellere dalle fondamenta il sistema politico, sia sulla stampa sia in televisione.
Sotto le scarpe della credibilità degli italiani ci stanno, invece, l’opposizione e le élite politico-finanziarie: perfino l’astuto e censorio professor Maurizio Viroli, il ciampiano teorico della eterna servilità degli italiani, cui è ovviamente dovuta la lode incondizionata di ogni risma di lacchè, deve ammettere che se Berlusconi è dove sta da qualche anno la causa va indicata nel misto di impotenza e impopolarità e codardia dell’establishment nazionale. Ognuno per poco o tanto che conti ha i suoi Greganti, i suoi Sepe, i suoi Larini, i suoi Brancher e i suoi Bettencourt. Il grigio va su tutto.
© - FOGLIO QUOTIDIANO

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