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Francia-Messico 0-2

Una Waterloo in Sudafrica

La Francia perde con merito ed è a un passo dall'eliminazione. A scanso di sorprese, qualcuno spera nel biscotto sudamericano

Le disgrazie altrui danno piacere, le disgrazie dei francesi sono il paradiso in terra. Contro il Messico i Blues praticamente non entrano in campo, e il primo pericolo che creano agli avversari è un tiro centrale di Malouda al 53’ (le punizioni di Anelka da quaranta metri non rientrano nella categoria “tiri”). La squadra è triste e demotivata almeno quanto il suo allenatore Domenech, che se ne sta appoggiato alla protezione della panchina come nemmeno un personaggio di Samuel Beckett. Non potrebbe fare molto altro, perché la Francia semplicemente non gira.

Abidal si dimentica la regola del fuorigioco; Toulalan – il migliore della partita con l’Uruguay – gira completamente a vuoto e alla fine del primo tempo interrompe a metà campo un contropiede messicano da tre contro uno, che è un po’ lo specchio della condizione dei galletti. Anelka è senza idee e non fa nemmeno quel gran lavoro tra le linee che ha fatto la fortuna del Chelsea. Evra è la parodia di se stesso e il giovane Dos Santos, il Balotelli messicano, lo scherza quando vuole. Ribery ci mette la voglia, ma non è abbastanza. Gallas è sconcertante. Alla fine del primo tempo si contano quattro occasioni nitide per il Messico, che da par suo gioca un calcio che Jürgen Klinsmann definisce “positivo”, nel senso dell’atteggiamento generale.

La squadra di Aguirre è europea in difesa – con il solito Rafa Marquez a gestire le operazioni – e ha qualità sudamericane in attacco. Soprattutto ha gamba, polmoni e cuore, cose che la Francia ha lasciato negli spogliatoi. A segnare sono i nuovi entrati. Hernandez riceve palla in una prateria sconfinata, guarda il portiere, ci pensa un attimo, lo dribbla facile e mette dentro a porta vuota. Ma Waterloo arriva al 77’ minuto, quando Evra tiene gentilmente aperta la porta della difesa a Barrera, che penetra in area come se nulla fosse. Il primo a piombargli addosso è Abidal, il pasticcione, che entra in scivolata colpendo le gambe improvvisamente molli dell’attaccante.

Dal dischetto segna Blanco, il giocatore più vecchio del mondiale, quello che a Usa ’94 faceva il colpo della rana, che non si capiva se fosse regolare o meno. Il Messico vince con merito e mette la Francia quasi alla porta di questi mondiali. I vicecampioni del mondo devono sperare che Uruguay e Messico non pareggino, la perdente prenda una valanga di gol mentre loro randellano il Sudafrica con abbastanza reti di scarto. “E non sono nemmeno sicuro che la Francia possa battere il Sudafrica”, dice il gongolante Steve McManaman. Oltre al fatto che la parola che tutto il mondo ripete – ciascuno nella sua lingua – è: biscotto.

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di Mattia Ferraresi

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