La vicenda inizia nella primavera del 2004. William Buckingham, a capo della commissione scolastica del distretto di Dover, Pennsylvania, annuncia che il nuovo libro di testo delle high school avrebbe reso conto della teoria del “disegno intelligente” a fianco di quella sull’evoluzione. E’ nata una controversia legale che il 26 settembre arriverà davanti alla Corte federale di Harrisburg, dove si aprirà il processo “Kitzmiller et al vs. Dover Area School District”. Di processi simili ce ne sono stati altri. Solo che stavolta c’è un presidente americano che ha avallato pubblicamente il disegno intelligente. “Questa nazione non è stata fondata sul credo islamico o sull’evoluzione”, aveva detto battagliero Buckingham. “Duemila anni fa qualcuno è morto sulla croce. Si potrà stare dalla sua parte?”. La commissione, che si è spaccata sul sei a tre, ha approvato nel 2004 la seguente risoluzione: “Gli studenti devono essere avvertiti delle lacune e dei problemi della teoria di Darwin”.
Due membri della commissione si sono dimessi, otto insegnanti hanno scritto una lettera al sovrintendente della scuola (“il disegno intelligente non è una scienza, non è biologia, non è accettata come teoria scientifica”) e undici famiglie si sono rivolte alla Corte federale contro “l’eccessivo intreccio di governo e religione”. Le famiglie saranno difese in tribunale da una pattuglia di avvocati della Pennsylvania American Civil Liberties Union, dal Pepper Hamilton di Philadelphia, dal National Center for Science Education (che raccoglie 4.000 insegnanti libertari) e dall’“Americans United for separation of Church and State”. Un’organizzazione che nel 1999, dopo che anche Al Gore aprì al creazionismo dichiarò: “Quando si hanno candidati che vogliono trasformare le scuole pubbliche in scuole domenicali, il problema è davvero grave”. Philip Johnson, della California University e tra i fondatori della corrente “intelligente”, dice di voler “sostituire la guerra culturale sull’evoluzione con un dibattito intellettuale sano e vigoroso”. La Corte federale di Harrisburg sarà presieduta da John Jones III, nominato da Bush nel 2002 e per questo già oggetto di critiche.
I pronostici sono tutti dalla parte della commissione scolastica. I due terzi degli americani, in base a un recente sondaggio pubblicato dal New York Times, sono favorevoli all’insegnamento del “disegno intelligente” nelle scuole pubbliche. Secondo la Gallup il 47 per cento non crede alla parentela fra l’uomo e la scimmia, giudica il darwinismo “lontano dall’essere provato scientificamente” e fino al settanta per cento pensa che sia possibile credere nell’evoluzione e al tempo stesso “pensare che Dio abbia creato gli umani e guidato il loro sviluppo”. Chesterton diceva che l’America è una nazione con “l’anima di una chiesa”. La Pennsylvania non è il primo Stato americano ad approvare una legge del genere. Una simile è in vigore in Alabama, e il Kansas aveva bandito Darwin dai libri di testo nel 1999, per reintegrarlo dopo un anno e mezzo di contestazioni. Anche in Georgia se ne parlò nel 2004, ma il progetto fu abbandonato. Nella contea di Cobb, su migliaia di libri di testo scolastici sono stati attaccati adesivi con la scritta: “L’evoluzione è una teoria, non un fatto”. Anche la Harvard University ha annunciato che quest’anno destinerà una parte dei suoi fondi alla teoria del “disegno intelligente”. Il termine comparve la prima volta nel 1998, durante una conferenza a Tahoma. Il professor Charles Thaxton disse che la presenza del Dna in una cellula era la prova evidente di un’Intelligenza ordinatrice. Lo sosteneva nel 1802 William Paley, teologo e scienziato pre-darwiniano. I cattolici sono divisi. Molti esponenti delle gerarchie ecclesiastiche pensano che anche il “disegno intelligente”, come il creazionismo, sia figlio del letteralismo protestante e di una lettura fideistica delle Scritture. La pensa così il conservatore Charles Krauthammer.
Per Robert Muise, avvocato della commissione scolastica di Dover, “l’American Civil Liberties Union vuole rimuovere dalla vita pubblica tutto ciò che percepisce favorevole alla religione, preghiera, Dieci Comandamenti, scene dei Nativi e simboli religiosi”. I sostenitori del “disegno intelligente” hanno anche una preoccupazione educativa, una sfida culturale al riduzionismo biologico e a un naturalismo esasperato. Nei sondaggi la maggior parte degli intervistati rifiuta il darwinismo perché “vuole dimostrare che la vita non ha scopo e non ha alcun significato”. Come per l’embrione, dicono. Una delle più prestigiose riviste scientifiche americane, New Scientist, nel 1998 titolò: “L’evoluzione è morta”. E aggiunse: “La tecnologia prenderà il posto dell’evoluzione e la scala temporale sarà molto più rapida. Gli uomini stanno divenendo oggetto di un progetto cosciente”.
La commissione scolastica di Dover sarà invece assistita legalmente dal Thomas Moore Law Center, un’organizzazione che ha sede ad Ann Arbor, nel Michigan. Punterà tutto sulla libertà scolastica. “L’American Civil Liberties Union sta mostrando i suoi autentici colori. Sono nel business della messa al bando dei libri e della soppressione della libertà accademica”, ci dice Richard Thompson, direttore del Thomas Moore Center. E citano come esempio l’Association for the Advancement of Science (120 mila membri), che nel 2002 approvò una risoluzione che definiva il disegno intelligente “un concetto teologico e filosofico”.
Il portavoce dell’Association, Alan Leshener, ha detto che “quello che cercano di fare col disegno intelligente è di portare la religione nelle aule scolastiche”. I “nuovi creazionisti”, come vengono spesso definiti, replicano che se fosse per il mainstream scientifico l’uomo non sarebbe altro che una sorta di “scimmia dattilografa” e il genoma umano solo “una serie di perline infilzate in un filo”. Il miracolo del Dna, dicono, consiste nella sua difesa dall’entropia. “L’intelligent design, lungi dal minare la scienza, è quel che occorre per ridarle vigore”, afferma il matematico-filosofo William Dembski. Ad Harrisburg arriveranno da Seattle anche i ricercatori del Discovery Institute, che negli anni si è affermato come il principale pensatoio del revisionismo evoluzionistico. Durante l’amministrazione Bush il suo peso e bacino di consensi è molto cresciuto. Tra i testimoni della commissione ci sarà quindi Michael Behe, senior fellow del Discovery. Behe è l’autore del discusso “Darwin’s Black Box” (1996), recensito dalla National Review come uno dei migliori saggi del Novecento. Vi sostiene che gli organismi biologici presentano una “complessità irriducibile” in certe strutture necessarie alla vita, tra cui l’occhio, e per questo non possono essere frutto del caso.
“Il disegno intelligente è la ripetizione corrente di ciò che chiamiamo creazionismo scientifico e che prima era chiamato creazionismo e prima ancora religione”, ha dichiarato Richard Katsee, assistente legale delle famiglie di Dover che hanno fatto causa. “E’ sovrannaturale e teistico”, aggiunge Eric Rotschild, del Pepper Hamilton di Philadelphia. Il più importante senatore cattolico d’America, Rick Santorum, originario proprio della Pennsylvania, ha raccolto parte dei fondi per le spese legali in difesa del disegno intelligente contro gli “insegnanti censori”. Santorum è anche, in nome della libertà scolastica, uno dei più entusiasti sostenitori dell’homeschooling (i suoi figli vengono educati a casa dalla moglie). La democratica e progressista Pennsylvania è infatti la regione degli Amish, che nel 1975 si appellarono alla Corte Suprema rivendicando il diritto di educare i figli nelle comunità.
Il dibattito sull’evoluzionismo ha dovuto sempre passare attraverso il vaglio della Corte Suprema. Una celebre insegnante di biologia, Susan Epperson, nel 1968 ottenne dalla Corte il diritto di insegnare Darwin nel suo Stato, l’Arkansas. Nel 1987 la stessa Corte Suprema, nel caso Edwards contro Aguillard, sentenziò che l’insegnamento della “scienza creazionista” nelle scuole pubbliche violava il primo emendamento. Gli unici ad opporsi furono Antony Scalia e William Rehnquist, che negli anni è diventato il paladino giuridico dei sostenitori del “disegno intelligente”. Nel 1996 in California si tenne un convegno dal titolo “Mere Creation”. Decine di biochimici, filosofi, genetisti, paleontologi e matematici delle principali università americane ed europee parlarono contro “la sterilità del darwinismo”. Articoli dei sostenitori del disegno intelligente escono intanto regolarmente sul New York Times. Sostengono fieri che sono stati gli scienziati con una formazione religiosa a scrivere la storia della biologia moderna: Fisher, Wright, Haldane, Mayr e Dobzhansky, “un anglicano molto devoto che pubblicava articoli nelle riviste parrocchiali, un unitariano, un dilettante in misticismo orientale, un apparente teista, un membro della Chiesa russa ortodossa e un autore di libri sulla religione”.
Si legge alla fine di “Ravelstein”, l’ultimo romanzo di Saul Bellow: “Naturalmente credevo nell’evoluzione. Chi avrebbe potuto respingere le migliaia di prove esistenti? Ciò che non era ovvio era che tutto si fosse svolto attraverso mutamenti casuali, come affermavano, convinti, molti veri credenti nella scienza. Può succedere qualunque cosa se il tempo è sufficiente, e miliardi di anni ti danno il tempo per tutti gli errori e i vicoli ciechi’. Così aveva pontificato Watson, il genetista. Ma come dicevo a Rosamund, sempre in polemica con Watson, se consideravi le sottili risorse del corpo, migliaia di risorse, troppo sottili per essere accidentali, Watson parlava come uno spaccalegna, come un apprendista falegname, e non certo come un ebanista”. In un’iperbole tutta americana, forse persino il sofisticato Bellow si troverebbe d’accordo con i beghini che vivono all’interno della “cintura della Bibbia” e che gli Zucconi chiamano sbrigativamente “neo-creo”.
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