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L’Anm va domani al congresso che si annuncia di pace, mentre in via Arenula arrivano due magistrati di sinistra

Il Guardasigilli Alfano con le toghe ha scelto l’appeasement

Dal Foglio del 5 giugno 2008.

Roma. L’appeasement con le toghe sembra funzionare, le frizioni non riguardano più l’ordinamento giudiziario e con i magistrati si applica una strategia precisa. Nel gabinetto di via Arenula sono in arrivo due giudici di sinistra e il congresso dell’Anm, domani, si preannuncia “di pace”.
Il Guardasigilli, Angelino Alfano, in meno di un mese dal giuramento al Quirinale ha demolito la scusa che dal 1994 a oggi ha giustificato la guerra delle toghe al berlusconismo, la riforma dell’ordinamento giudiziario. Ieri Alfano ha completato in Parlamento il tour istituzionale che lo ha portato a raccogliere prima la benedizione del Csm e poi la “soddisfazione” dell’Anm: “Non è necessario avventurarci in ennesime grandi riforme magari tanto declamate e mai realizzate – ha detto il ministro – spero in soluzioni efficaci e il più possibile condivise. Rafforzeremo la separazione delle funzioni”. Lo scontro con la magistratura si è spostato dal piano ordinamentale ai suoi riflessi localistici: la contestazione – blanda – del progetto di una superprocura a Napoli, i rilievi critici sul quasi tramontato reato di clandestinità e infine sul decreto che introduce l’aggravante per gli immigrati clandestini.

A contrapporsi al governo resta tuttavia una minoranza di magistrati, con in prima fila Md in Campania. Il presidente, intervistato due giorni fa sul Mattino di Napoli, ha rivolto un attacco al governo ma non ha ricevuto il sostegno né della corrente nazionale, né tantomeno dell’Associazione. D’altra parte l’Anm, dopo gli arresti di 25 persone coinvolte nella gestione dell’emergenza rifiuti, non ha seguito le posizioni da barricata della procura di Napoli. Mentre il Csm, chiamato a esprimersi, ha rinviato ancora e si riunirà soltanto la settimana prossima – data non casuale – ovvero al termine del congresso nazionale dell’Anm che comincia domani. Un’assise che si annuncia affatto diversa dal passato: non si prevede nessuna risoluzione di guerra; non ci sono scioperi da minacciare né battaglie costituzionali da sostenere. Il Csm attende che il congresso termini, prima di esprimersi. Cercherà di mettere insieme le sfumature critiche – che comunque emergeranno dall’Anm – con le indicazioni politiche del centrosinistra, che in tema di rifiuti ha sposato la posizione del governo.

Sabato il ministro Alfano sarà ospite dei magistrati “e non è escluso che possa essere persino applaudito” dice uno di loro. La destra di Mi ha espresso parole di elogio nei suoi confronti e ha dimostrato profondo dissenso nei confronti del resto dell’Anm. La conferma, questa settimana, di Carlo Coco alla guida della corrente fa intuire che un improbabile arroccamento dell’Anm su posizioni oltranziste ne determinerebbe una spaccatura forse insanabile. Ma non è questo il clima. D’altra parte al ministero di via Arenula viene seguita con scrupolo una strategia di appeasement. Si vocifera che Alfano stia per chiamare nel proprio gabinetto due esponenti dei Movimenti, la sinistra antiberlusconiana per antonomasia: due suoi corregionali, il nisseno Luigi Birritteri e il palermitano Gioacchino Natoli. E’ una strategia che aveva già ispirato la nomina di Giacomo Caliendo, magistrato “dialogante” di Unicost, chiamato a fare il sottosegretario. Lo stesso Caliendo spiega al Foglio: “Con la magistratura dobbiamo collaborare, individuare insieme chi può dare consigli. Il nostro obiettivo è accorciare i tempi della giustizia”. Niente riforme ordinamentali, nessuna separazione delle carriere. Le riforme che preparano in via Arenula riguardano il codice penale e le intercettazioni. E’ chiaro che se guerra sarà, non sarà il governo a cominciare.

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