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Bonino e Bresso, la caduta delle dee

Emma contro la minoranza del Pd, Mercedes colpita anche dal fuoco amico

"Non ho mai detto di essere stata lasciata sola" dal Pd. Emma Bonino, nel giorno in cui incontra i giornalisti per fare la prima analisi sulla sconfitta elettorale nel Lazio, non accusa il partito di Bersani di essere una delle cause della mancata vittoria. Certo, spiega, "parti del Pd non erano convinte a sostenermi e non hanno mancato di farlo sapere". Ma "ho lavorato con il comitato molto bene, scoprendo entusiasmo e una grandissima e straordinaria passione politica. Altri non hanno operato con lo stesso entusiasmo", ma "l'impegno di Bersani e del suo gruppo e' stato determinato e generoso".

"La mobilitazione in quanto tale per le gerarchie clericali su una città come Roma ha meno presa, ne ha di più nei paesini dove il controllo è più forte". Lo ha dichiarato Emma Bonino durante la conferenza presso la sede del Partito radicale. "Quello che ho definito l'evergreen del voto cattolico è stato fatto in un momento particolare e in modo puntuale e diretto su due persone – ha aggiunto, riferendosi a se stessa e a Mercedes Bresso, candidata in Piemonte – anche perché Renata Polverini non ha idee molto diverse dalle mie".

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