"Non voglio più parlare di queste cose: sono leggi ad libertatem". Altre definizioni? "Mi indigno soltanto a sentirle e a parlarne". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto a chi gli ha chiesto un commento alle parole del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha più volte chiesto alla maggioranza di ritirare dal parlamento le leggi ad personam.
“Se i Padri costituenti scrissero l’articolo 68 una ragione doveva pur esserci e io penso che ci sia ancora”, dice Emanuele Macaluso che al ripristino dell’immunità parlamentare ha dedicato un editoriale nell’ultimo numero della sua rivista, Le nuove ragioni del Socialismo. Al grande vecchio del Pci migliorista piace la proposta di legge bipartisan presentata al Senato da Franca Chiaromonte (Pd) e Luigi Compagna (Pdl): “In questo contesto – dice Macaluso – fra i tanti suggerimenti che circolano, il Parlamento tornerà a votare una legge a maggioranza e comincerà la guerriglia coinvolgendo il presidente della Repubblica e la Corte costituzionale. In questo quadro a me pare che la proposta di reintrodurre l’articolo 68 ripropone garanzie per i parlamentari con correttivi rispetto al passato che appaiono ragionevoli”. Difatti la proposta Chiaromonte-Compagna non attribuisce al Parlamento il potere di negare l’autorizzazione a procedere, ma sospende il procedimento per la durata del mandato elettorale. Un sistema di riequilibrio tra poteri che piace anche al centrodestra e in particolare al vicepresidente del Pdl Gaetano Quagliariello, che ha avanzato l’ipotesi, qualora si potesse davvero raggiungere un accordo col Pd su questo disegno di legge, di non riproporre il lodo Alfano.
Ma il partito di Pier Luigi Bersani che ne pensa? Tra i democratici si aprono interessanti spiragli di mediazione culturale. La nuova segreteria del partito non è contraria per principio ed è anzi disponibile a discutere dell’articolo 68 purché sia inserito all’interno di un più vasto progetto di riforme istituzionali e di sistema. “Il tema va certamente affrontato ma all’interno di una complessiva revisione dell’assetto dei poteri dello stato”, dice il responsabile Giustizia Andrea Orlando: “Nei confronti della maggioranza c’è la massima disponibilità al dialogo purché si cominci dalle cose che stanno maggiormente a cuore ai cittadini. Siamo pronti a trasformare il nuovo clima distensivo in un’occasione per fare davvero qualcosa di concreto anche prima delle regionali”.
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