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Rosy non smentisce Bindi

Precisa ma non ritratta sul premier, sta nel Pd ma non fa come il Pd

E’ molto in linea con se stessa, la Rosy Bindi che offre solidarietà al premier colpito ma dice alla Stampa che “non può fare la vittima” e il giorno dopo precisa, sì, ma senza ritrattare, ribadendo “piena solidarietà” e “ferma condanna” non senza chiedere al Cav. di “fare la propria parte, perché da mesi il paese viene diviso da attacchi al presidente della Repubblica, alla Corte costituzionale, alla magistratura e al Parlamento”. Il tutto mentre Bersani, dopo la visita al premier in ospedale, esprime riprovazione “senza se e senza ma” per il gesto violento e il vice Enrico Letta esorta a “non fare distinguo”.

La Bindi solidale con riserva viene dalla Bindi che sta nel Pd
ma si sente Giovanna D’Arco nel Pd: cattolica ma un po’ zapaterista, non antiveltroniana ma alle primarie contro W., pro Bersani ma col corollario “non promuovo Bersani”. Una Bindi pronta a reagire con battuta al premier che le indirizza frasi poco gentili in tv ma pronta anche a rivestire il ruolo di “vittima” universale dei soprusi antifemministi del premier (con tanto di firme raccolte da Rep.). Una Bindi “dissidente” che va al NoBday quando Bersani dice “non vado” e poi fa arrivare la punzecchiatura: “Se ci fosse stato tutto il Pd, in piazza non ci si sarebbe entrati”.

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