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Carlà non plus

La signora Sarkozy perde lo scettro della più elegante di Francia

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Se si è stata la top model più amata degli anni Novanta, si sono scalate le classifiche musicali, si è sposato un presidente, si è rigettata la propria nazionalità, si è dettato lo stile di tutte le first lady del pianeta, si è espressa la propria linea su tutte le questioni geopolitiche mondiali e poi si perde lo scettro di donna più chic dell’anno nel proprio paese d’adozione ci si rimane parecchio male. Ancora peggio poi se i compagni di partito del proprio consorte ti accusano di essere la causa dei suoi ultimi scivoloni: non lo riconosciamo più, il nostro Sarkò, e forse è colpa tua.

Carla Bruni Sarkozy è stata battuta da un’altra ex modella
, Inès de la Fressange, nel sondaggio del supplemento del Figaro, quotidiano francese simpatizzante con il presidente-marito. Il Figaroscope aveva chiesto ai suoi lettori internettiani di scegliere fra 9 icone nazionali quale rappresentasse maggiormente “l’essere chic, la classe metropolitana e l’eleganza imperturbabile”. La vincitrice del titolo di “Parisienne 2009” doveva essere “metropolitana, originale, ribelle, contraddittoria, elegante, amabile e colta”. Praticamente tutto quello che sinora si era scritto su Carlà. Invece nella classifica la première dame si è piazzata quinta, superata anche dalla connazionale Chiara Mastroianni. M.mme de la Fressange, ex volto pubblicitario di Chanel, ha ben undici anni più di Carlà e di lei il Figaro ha scritto che “è spumeggiante come un calice di champagne sulla terrazza della Brasserie Flore... e trova persino il tempo di posare nuda per la rivista Madame Figaro”. E sì che anche Carlà di scatti discinti ne ha fatti parecchi.

In più dopo l’endorsement di Carla Bruni al ministro della Cultura francese
per un pasticciaccio mediatico su un suo presunto vizietto, alcuni parlamentari dell'Union pour un Mouvement Populaire hanno attaccato l’Eliseo dicendo che “l’affaire Frédéric Mitterrand”, senza voler entrare nel merito, ha lasciato alquanto straniti gli elettori più tradizionalisti, quelli che nel 2007 avevano votato Sarkozy dopo le sue promesse di farla finita con l’influenza di un’elite culturale “liberal di sinistra, post sessantottina”. Lo scandalo, dicono, sarebbe tutta colpa di quei valori “bo-bo” (vale a dire “bourgeois-bohemién”, una sorta di borghesuccio naif) che la moglie del presidente si è portata a palazzo al suo arrivo. Non che la si voglia mettere alla gogna, per carità.  “Nessuno sta dicendo che Carla Bruni sia personalmente da biasimare – ha detto uno di loro - ma pare esserci stato un cambiamento, o almeno una confusione, nei valori del presidente sin da quando lei ha fatto la sua comparsa sulla scena. C’è la convinzione diffusa che la nomina di Mitterand a ministro della Cultura si debba all’influenza dalla first lady”.

di Valentina Fizzotti

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