IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
accesso abbonati
ArchivioLa giornata

Pro eligendo Blair /2

Gli anglocattolici

Sul sagrato di Westminster Blair ottiene molti voti e c’è aria di svolta davanti alla foto di Benedetto XVI

Dal Foglio del 21 aprile 2005

La pausa pranzo è finita da un pezzo nel centro di Londra, ma c’è chi si attarda o chi arriva di corsa per dire una preghiera, sentire la fine della messa, fare la comunione. All’entrata della cattedrale di Westminster un leggìo mostra la foto e la biografia del nuovo Papa, Benedictus XVI. Tante persone entrano ed escono, alcuni s’inginocchiano, altri vanno più avanti, sotto il maestoso altare, per assistere a una delle funzioni. Si respira aria di sorpresa, di cambiamento. C’è molta più gente del solito, tante donne. Una signora di origine polacca cammina lungo la navata appoggiandosi a un bastone e racconta le sue perplessità sul “tedesco”, ma gli occhi luccicano quando pronuncia il nome del “suo” Papa. C’è chi è più entusiasta, chi più scettico, chi pragmatico: “Entro tre mesi vedremo di che pasta è fatto Benedictus”, dice un signore ricurvo. La comunità cattolica in Inghilterra conta circa 5 milioni di anime, poco più dell’8 per cento della popolazione. Pochi voti, quindi, ma importanti, perché tanto hanno a che fare con l’immagine e il prestigio internazionali, con l’Africa per esempio, come ha ricordato il premier, Tony Blair, nel suo messaggio di congratulazioni a Joseph Ratzinger.

La religione non è mai entrata a far parte dei temi delle campagne elettorali britanniche. A marzo l’arcivescovo di Canterbury ha cercato di aprire un dibattito sull’aborto, ma il primo ministro ha subito definito la commistione fede-politica “non salutare”. Blair ha però un rapporto privilegiato con i cattolici d’Inghilterra. Un’anziana suorina, all’interno di una cripta di Westminster, l’ha ricordato con gioia, usando un tono di voce così alto da scatenare immediati rimbrotti degli intolleranti vicini: “Blair ha una moglie cattolica e non ha avuto paura a mandare i figli in una scuola cattolica. Io lo voterò”. Il premier ha sempre avuto un occhio di riguardo per la Santa Sede, pur essendo anglicano, grazie anche alla fede di Cherie, che ha influenzato la formazione dell’intera famiglia. Infatti quasi tutte le persone intercettate sul sagrato della cattedrale mentre tornavano frettolose ai loro impegni hanno nominato Blair. Una signora un po’ arcigna, gli occhi azzurri nascosti da  un cappellino nero, ha mostrato qualche incertezza: “Non si sa bene che cosa votare, la destra e la sinistra non esistono più in questo paese. Ho sempre votato il Labour: credo che lo rifarò anche questa volta”.

Il sapore della campagna elettorale non cambia in questo angolo cattolico
: gli scetticismi su alcune decisioni prese da Blair finiscono per ricomporsi. Con qualche eccezione. Una signora dice di essere conservatrice, un’altra di preferire il Green Party, un simpatico signore con la giacca verde ammette di non essersi interessato molto: “Sono iscritto al partito laburista, ma devo vedere se nella mia circoscrizione c’è un candidato contro la guerra, uno di ‘Respect’ magari, il partito di George Galloway”. Perché non i Lib-Dems? “Non potrei mai, sono un socialista io”, e sorride. Attenti a Sandra. La prima volta di Sandra Howard è stata una dichiarazione d’amore. La moglie del leader dei Tory, ex covergirl di Vogue al suo quarto matrimonio, si è presentata al “Loose Woman Show” – sorridente, i capelli biondo-cenere impeccabili, pochi gioielli, portamento da modella – per rilasciare la sua prima intervista non accompagnata: “Ha un carattere difficile, ma è tenero. E’ molto romantico e sentimentale”, ha detto l’aspirante first lady parlando del marito. “E sì, mi regala fiori”, ha aggiunto Sandra, quasi ricordandosi in ritardo di questo particolare: Michael non è come Blair, che alla sua dolce Cherie non concede di queste tenerezze. Quel che più conta, però, è che Howard è “pieno di energie” e non ha intenzione di mollare, nonostante i brutti sondaggi, nonostante quei collaboratori che gli dicono di smetterla di parlare soltanto di immigrazione. Sandra ha raccontato che ogni tanto le capita – quando Michael si stacca dalla televisione – di parlare di politica, ma lui l’ascolta “occasionally”, cioè molto poco. In compenso l’aiuta nelle faccende domestiche, o meglio: “Ha lavato i piatti. Una volta”.

Sito certificato Audiweb

Web Design: Vai al sito di Area Web     Hosting: Vai al sito di Bluservice     Advertising: Vai al sito della divisione WebSystem del Sole 24 Ore

Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui