Raccontano che negli ultimi tempi ci siano stati contatti tra Massimo D’Alema e Rifondazione comunista. Vero? Falso? Forse non importa sapere quale sia la realtà. E’ comunque significativo che, non appena queste indiscrezioni sono giunte all’orecchio dei dirigenti dello staff veltroniano, il segretario del Partito democratico e i suoi siano entrati in fibrillazione.
Walter Veltroni ha spiegato anche a Silvio Berlusconi che lui non crede sia opportuno seguire il centrodestra sulla sicurezza. Ma potrebbe darsi che il segretario del Partito democratico debba ricredersi. Infatti soprattutto nel nord il suo partito è sulla stessa lunghezza d’onda del centrodestra. Come dimostra l’atteggiamento del presidente della Provincia di Milano Filippo Penati: “I nomadi vanno cacciati, non è possibile che gravino sul nostro welfare. Si facciano assistere dal welfare dei loro paesi di provenienza”. Un leghista non avrebbe saputo dire di meglio.
Chissà se il confronto instaurato da Walter Veltroni e Silvio Berlusconi avrà mai sviluppi positivi. Nonostante le cortesie istituzionali tra i due, infatti, è difficile che si vada avanti. Il coordinamento del Partito democratico ha messo infatti molti paletti al segretario. Gli ha dato sì un mandato per trattare con il presidente del Consiglio, ma un mandato molto molto condizionato. Perciò gli spazi di manovra di Veltroni sono molto ristretti.
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