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Parla Maurizio Gasparri

Così i parlamentari contrari alla Ru486 preparano la rivolta laica

Dice il capogruppo del Pdl al Senato: “Il Parlamento agirà, la pillola è una nuova mammana tecnologica”

Il fermento politico intorno all’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486, finora disordinato, privo di una guida, cerca un punto fermo e autorevole e si organizza, come dimostra il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri. “E’ evidente che il Parlamento interverrà sulla questione – dice Gasparri al Foglio – La formula la studieremo, ma non è accettabile l’assioma secondo il quale possano essere i tecnici dell’Agenzia del farmaco (Aifa) a prendere decisioni che riguardano l’interruzione di gravidanza e il rispetto delle regole imposte dalla legge 194 in materia di aborto. Questa pillola non è un’aspirina ma ha tutta l’aria di essere una sorta di nuova mammana tecnologica. Il Parlamento vuole essere informato e ne ha il diritto”. Che tipo di iniziative possono essere intraprese? “Forme di autotutela, vedremo nel dettaglio, ma si può da subito convocare il ministro competente in commissione Sanità come pure potremmo convocare i tecnici dell’Aifa che stanno autorizzando l’introduzione della Ru486. Possiamo anche aprire un’indagine conoscitiva o chiedere al governo di venire a riferire in Aula. Io voglio sapere con precisione quante morti ha provocato questa pillola, dicono ventinove ma voglio dati ufficiali e spiegazioni scientifiche. Voglio conoscerne gli effetti collaterali e i rischi che comporta. Ai colleghi parlamentari del Pd che sostengono che i politici debbano tacere su questo argomento vorrei fare una domanda: ‘Voi che difendete la legge 194, siete sicuri che questa pillola che permette l’aborto casalingo rispetti la legge?’”. Gasparri parla da cattolico. “Sì, sono cattolico ma qui non si tratta di dare ragione alla chiesa cattolica, di fare una crociata o che altro. E’ una questione di laicissima civiltà. Insomma, questa pillola non può passare come fosse soltanto l’introduzione di un qualsiasi farmaco contro il mal di testa. Mi pare ovvio”.

L’ex ministro e attuale capogruppo del Pdl al Senato non nasconde la propria personale e ferma contrarietà alla pillola (“rischia di riportare all’aborto domestico”) ma spiega che in prima istanza il Parlamento deve muoversi attraverso una forma di autotutela: “Prendere informazioni, studiare, capire. E poi discutere e agire. Rifiuto il ricattuccio di quanti sostengono che le Camere debbano tacere perché altrimenti si avallerebbe una sorta di crociata medieval-clericale. E’ ridicolo. In questo paese si è persa la differenza semantica tra il termine laico e laicista, cattolico e clericale. Io sono uomo cattolico ma sono anche un politico laico. In Italia c’è troppa confusione. Cerchiamo di capirci: non si tratta di fare una guerra civile né di restaurare chissà che. Sulla pillola che permette l’aborto casalingo ci sono dei dubbi e delle preoccupazioni legittime che è nostro dovere, di tutti, approfondire. Questo non è un problema di fede religiosa”.
Così Gasparri si rivolge ai sostenitori strenui della legge 194 sull’aborto, alcuni dei quali hanno sostenuto che il Parlamento non possa intervenire sulla pillola perché si tratterebbe di una mera decisione tecnica da lasciare alle valutazioni (in questo caso positive) dell’Agenzia del farmaco. “La legge 194, che secondo i suoi stessi sostenitori non è mai stata del tutto applicata, contiene degli strumenti di prevenzione. Prevede che alle donne sia sempre offerta un’alternativa all’interruzione di gravidanza. E’ mai possibile che nessuno di costoro si ponga il problema di quale impatto la pillola Ru486 possa avere sull’impianto di questa legge imperfetta? Ci sono deputati e senatori che si sono rivolti al governo e alla maggioranza per parlare di Patrizia D’Addario e non c’è ne è uno, da quelle parti, che sia disposto a discutere della Ru486? Ho il sospetto che tanti abbiano una reazione, prevenuta, di carattere ideologico”. Il governo tace. “Il governo dimostra la necessaria prudenza, ma ha le idee chiare”. Il ministro Maurizio Sacconi ha scritto una lettera severa all’Aifa. La fondazione di Gianfranco Fini, FareFuturo, ha proposto una sorta di “disarmo ideologico” sui temi etici. “Non so bene che voglia dire perché sul fine vita hanno preso in passato una posizione precisa. Aspetto di capire FareFuturo”. E Fini? “Il presidente della Camera è stato il primo, e forse l’unico, ad aver avuto il coraggio di definirsi laico. Che non vuol dire affatto laicista o anticlericale”.

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