Più delle Formiche, meglio delle Formiche. Rocco Buttiglione, intervistato dal Corriere della Sera in un pezzo a firma di Aldo Cazzullo, auspica di vedere Giuliano Ferrara finalmente nell’Unione di centro. Detto, fatto. Con il centro, tutto dentro. E il Foglio diventa l’organo ufficiale dell’Udc.
Più delle Formiche, meglio delle Formiche. Il Foglio organo ufficiale del partito di Pier Ferdinando Casini. Ed è così che nuove firme si aggiungono alle vecchie firme, Azzurra Caltagirone prende il posto di Annalena Benini (lettere comprese), al trinariciuto sovietico Stefano Di Michele viene affiancato il mite e soave Saverio Romano; Lorenzo Cesa, autorevole leader dell’Udc, redige analisi in luogo di Lodovico Festa e altre rubriche, infine, sostituiscono le solite, come per esempio la Preghiera di Camillo Langone subito aggiudicata a Magdi Cristiano Allam. Con il centro, tutto dentro. Provetto vaticanista, il Magdi, la declina subito in Preghierina: “Io parlo con Gesù”. Rocco Buttiglione, notoriamente spiritoso, trova la sua finestra quotidiana e così “Rocco’s version” va a prendere lo spazio di “Andrea’s version”.
Più delle Formiche, meglio delle Formiche. Con il centro, tutto dentro. Il Foglio organo ufficiale dell’Udc. Se Carlo Rossella viene cacciato da La Stampa, sorte migliore il gaudente non trova nella rinnovata letizia del Foglio. La testatina di Alta Società, infatti, viene cancellata per dare spazio alla nuova finestra di cronache social, ossia “Onorata Società”. Ma non è Totò Cuffaro, come a molti sarebbe facile pensare, l’estensore della suddetta rubrica. Il vicesegretario nazionale dell’Udc, nonché ex governatore di Sicilia, infatti – più che nella veste di editorialista – nella fattura quotidiana del Foglio si trova mobilitato nel ruolo di cronista. “Sono la risposta a Gian Antonio Stella”. Presentando il suo formidabile reportage in riunione di redazione sempre affamata di notizie, è così che dichiara Totò. Bello ed efficace, infine, il titolo: “La casta non costa”.
Più delle Formiche, meglio delle Formiche. Con il centro, tutto dentro. Il Foglio lascia la frivola sede di Trastevere e trova casa a piazza delle Cinque Lune. Se Giuliano Ferrara, in ragione dei suoi meriti, viene nominato confessore del Santo Padre i suoi vice, Daniele Bellasio e Alessandro Giuli, rei di professare culti pagani quest’ultimo e nichilismi dissoluti il primo, vengono pietosamente costretti alla carità di un processo presso la Santa Inquisizione, il cui tribunale trova quale presidente Lillo Mannino. Inevitabile, l’esito: purificati e mondi da tutti i peccati rispettivamente con il supplizio delle botte il primo e col rogo il secondo.
Più delle Formiche, meglio delle Formiche. Al centro, tutto dentro. Il Foglio diventa organo ufficiale dell’Udc. Memore dell’educazione salesiana si salva Peppino Sottile, curatore dell’edizione del sabato, mentre Marina Valensise, musa del terzismo e perciò protetta da Ernesto Galli della Loggia e dal cardinal Camillo Ruini, si salva dal braccio armato della Santa Chiesa a cagione della sua sincera adesione alle radici culturali monoteiste ma purché accetti anche di fare coppia a Ballando sotto le stelle con Sua Altezza Reale il principe Emanuele Filiberto, altro noto esponente dell’Udc.
Più delle Formiche, meglio delle Formiche. Al centro, tutti vanno dentro. E dentro il Foglio si trova assai bene Pier Ferdinando Casini che con la silhouette del suo cagnetto, un golden retriever, firma là dove fino a ieri c’era l’Elefantino. Molte le missive spedite da Caltagirone e non nel senso del paese natio di Luigi Sturzo, tante, infine, quelle inviate da Arcore: “Torna”, così si legge sulle tante lettere su carta azzurra, “tutto ti è stato perdonato, Gianfranco Fini è peggio di te”.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui