Ma quanto durerà ancora questa penosa sceneggiata fatta di pettegolezzi che suscitano false indignazioni nei libertini e in qualche prete magari un po’ fazioso e fastidio insopportabile a tutti gli altri? Le signorine che sono diventate improvvisamente il faro della “lotta politica” si godono il loro momento di celebrità senza preoccuparsi affatto dello squallore, i giornalisti di battaglia smerciano ogni giorno un pezzettino di “rivelazioni” sempre più scipite e ripetitive, mentre si apre il solito balletto di querele e controquerele. C’è quasi da rimpiangere i tradizionali tormentoni estivi, persino l’infanticidio di Cogne col suo codazzo di criminologi da passerella, sembra più interessante.
Va detto che anche la reazione del presidente del Consiglio, con le sue civetterie mediatiche, non contribuisce a farlo uscire da questa melassa maleodorante che gli è capitata addosso. Invece di un vigoroso colpo di reni, che permetta di voltare pagina e di lasciare il palcoscenico dei gossippari a chi se lo merita, assistiamo a una sorta di giochino di società, fatto di allusioni che vorrebbero essere ironiche, ma che aumentano soltanto il tedio. Si apre un giornale inglese e si leggono le difficoltà politiche del premier di quel paese sconfitto alle elezioni e abbandonato da mezzo partito; uno tedesco e si trova la battaglia per il controllo del settore automobilistico europeo; uno spagnolo e si può verificare la tensione che si è creata tra esecutivo e sistema giudiziario sulla proposta di distribuire pillole abortive come caramelle.
Però dall’Italia, anche lì, arriva solo la tiritera trita e ritrita delle feste a palazzo, con dose omeopatica di moralismo da quattro soldi. In sostanza non c’è stata un’avvertibile conseguenza elettorale, non c’è avvisaglia di conseguenze politiche e, a quel che pare, neppure giudiziarie. Perché allora gli unici a dover scontare la pena di una noia mortale sono gli incolpevoli cittadini italiani ai quali viene ammannita questa sbobba sedicente informativa e che avrebbero davvero diritto a qualcosa di meglio.
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