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Mettiamoci il dito/9

Orgoglio e Pregiudizio

La perfetta tempesta coniugale (ri)diventa una questione di interesse nazionale. Ma ha ragione lui o la signora? E’ ciarpame senza pudore, un regno al suo apice o la metà di niente? Ecco qualche tentativo di risposta

Se lui è lui e lei la moglie di lui, se lei parla di lui senza nemmeno nominarlo e lui parla di lei chiamandola “la signora”, se lui mostra di soffrire lei più di chiunque altro e se lei mostra di sapere meglio di chiunque altro come far soffrire lui, allora noi che siamo anche un po’ il giornale di lei moglie di lui, anziché riparare all’estero,  ci mettiamo a chiedere opinioni in giro. Ebbene sì, gentile Veronica Lario, gentile signora e padrona, per una volta non ce la faccia alla Lina Sotis, esca dal piccolo coro lombardo. Ha parlato di ciarpame senza pudore, di manifestazione degradata del potere, di puro arbitrio imperiale, di sfregio alla dignità della donna, allo status conquistato dopo tante faticose battaglie, per via, se del caso, di qualche femmina curvilinea e poco acculturata messa in lista per il Parlamento europeo? Ma lei ha presente Strasburgo e Bruxelles, di quanta fantasia e di che audacia?

Nella politica italiana si entra per cooptazione e si va avanti per gradimento delle leadership individuali o collettive, non ricordo qualcuno soprattutto giovane che si sia imposto dal basso, per meriti propri. Anche di Enrico Berlinguer si diceva che si era iscritto fin da giovane alla direzione del Pci. Certo il fu compagno segretario generale aveva grandi destini ma a queste gentili signorine non si chiede altro che leggere qualche documento, scrivere qualche lettera, ogni tanto parlare, sorridere spesso, stare sempre ad ascoltare: non è la guerra dei titani, neppure se si è di destra. Non si vede quindi perché debbano riuscire peggio di una Gruber di un Santoro o di un Sassoli, pescati nel vivaio di trote salmonate della Rai.

Io lo so, lei in fondo in fondo è convinta che la bella donna di sinistra legge, è curiosa e si interroga, quella di destra invece non legge, si trucca e sculetta davanti lo specchio. E’ il pregiudizio che spiega i tanti sarcasmi e la tanta diffidenza, anche da parte Sua, attorno ad alcune figure di parlamentari e ministre  di Forza Italia. Ma è per l’appunto un pre-giudizio, un tarocco. Non è detto insomma che una lungodegente da ufficio politico brilli più di una cavalla imperiale, fosse anche nata velina. Che in origine, le ricordo, furono sberleffo rotondo e ammiccante, rovesciamento di senso del potere e dei suoi divulgatori proni, e come Marx nei confronti dei marxisti, assolutamente incolpevoli degli eccessi di tette e di stacchi di gamba di epigoni e surrogati.  E poi Lei, proprio Lei che stregò Lui perché era bella da morire. Allora non la rinneghi mai, la bellezza: è pur sempre una qualità dell’intelletto.

di Lanfranco Pace

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