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Il divertimento dell’imperatore

Cara Veronica, stavolta la sua protesta pubblica è incomprensibile

Cara Veronica, nessuno qui si sognerebbe di mettere in discussione i suoi affetti privati, il suo ruolo di moglie e di madre dei figli del presidente del Consiglio, il suo diritto a esprimersi nella più assoluta libertà. Ci mancherebbe: abbiamo un ormai vecchio rapporto di confidenza e di discrezione, legato alla partnership editoriale e a un sobrio rapporto umano che ci unisce, e non abbiamo intenzione di sfigurarlo con una qualche invadenza. Quanto alla questione pubblica da lei sollevata con la bella espressione “il divertimento dell’imperatore”, alla luce dei fatti ci sembra incomprensibile, se intesa moralisticamente.

E’ vero che il premier esibisce il suo sé personale in modo sempre meno disinibito con il passare degli anni, e che gioca con la galanteria, con l’espressione erotica della potenza del macho e con altri stereotipi adorati dal maschio italiano medio e accettati, tutto sommato, anche da gran parte del pubblico femminile. Questo le diede fastidio, e con la lettera del 2007 a Repubblica, ottenendo pronte e romantiche scuse pubbliche di suo marito, lei denunciò quel fastidio come qualcosa che pubblicamente dimidiava la sua dignità di donna, come seppe e volle. Ma ora è diverso, ci pare.

Le tre candidate in lista per le elezioni europee hanno tutta l’aria di essere, non solo in metafora, espressione perfetta di un mondo, di un pezzo di società e di comportamento sociale che appartiene storicamente all’esperienza del costruttore di televisioni, dell’industriale dell’immagine, del talentuoso profeta del marketing che Berlusconi è, e per unanime riconoscimento. Con in più quel tocco di rispettabilità (e la figlia del prefetto e la laurea alla Cattolica o alla Sapienza e l’esperienza politica o di volontariato) che è anch’esso tipico dello spirito che ha sempre animato le truppe in blazer blu di Publitalia (l’esercito politico delle origini di FI) e tutto il simbolismo asettico dell’alito fresco e del sole in tasca, le armi linguistiche preferite di quel signore dell’immagine che l’intellighenzia snob italiana non capisce e invidia.

Le ministre e le parlamentari che Berlusconi ha voluto promuovere, e che gli avevano già attirato malevolenze e sberleffi, hanno fornito e stanno fornendo una buona performance, di serietà e diligenza, recentemente riconosciuta con lealtà anche dal capo del partito dell’opposizione parlamentare. Insomma, cara Veronica, l’impressione è che il divertimento dell’imperatore non sia un capriccio da sultanato del XXI secolo, ma il semplice gusto di piacere agli italiani e di vincere le elezioni con mezzi leciti. E questo è difficile rimproverarglielo.

Giuliano Ferrara

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