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Soccorso rosso

Così le cucine delle feste dell’Unità stanno per diventare mense per gli sfollati. Pd al lavoro

Batte troppo sul concetto che lui è appena tornato dall’Abruzzo terremotato dove è stato in incognito, senza il codazzo di polizia e giornalisti, per non intralciare i soccorsi e avere un contatto più diretto con i soccorritori, il segretario del Partito democratico Dario Franceschini. A questo punto, completa l’opera e non stare a insistere troppo in conferenza stampa con i giornalisti che ti sei mosso senza i riflettori. Detto questo, le idee esposte dal segretario Pd sono buone e sono almeno tre. La prima è che i partiti sono grandi macchine con una presenza capillare sul territorio: uomini, strutture e mezzi.

Quindi perché non spostare le cucine da campo delle feste di partito e gli stand capaci di ospitare e sfamare migliaia di ospiti al giorno nelle zone abruzzesi colpite dal sisma per sfamare gli sfollati? E perché non chiamare a raccolta tra gli iscritti i volontari che possono essere più utili: dottori, infermieri, ingegneri, cuochi? La macchina di partito che risponde per prima è quella di Modena, che invierà due tensostrutture capaci di ospitare fino a 500 persone, con i tavoli e le sedie che di solito sono utilizzati nelle Feste dell’Unità di fine estate. Francesco Ori, organizzatore provinciale del Pd, spiega al Foglio che il camion è già pronto a partire, assieme a una squadra di volontari, dentro una colonna della Protezione civile, per non intralciare le operazioni di soccorso.

Ma i volontari saranno di più: Franceschini dice mille. E le cucine da campo 25, capaci di preparare diecimila pasti caldi al giorno. La seconda idea è che la risposta politica va data di concerto assieme alla maggioranza: “Siamo pronti ad accelerare al massimo i provvedimenti di governo che possono servire a superare l’emergenza”. Ovviamente, non sul resto: nel pomeriggio l’ostruzionismo dell’opposizione riesce a far stralciare le ronde dal decreto sulla sicurezza. Ma nessuno spazio per le polemiche. “Le personalità di stato che vanno a vedere il disastro? Lo fanno per la loro funzione”. Anche se – dice Franceschini – sarà necessario inserire disposizioni antisimiche nelle prossime leggi sull’edilizia, vedi piano casa: “Ho visto a Onna case distrutte con accanto edifici intatti, costruiti evidentemente con i criteri giusti”. La terza constatazione azzeccata è che le scosse sono soltanto l’inizio: il grande problema da risolvere sarà l’enorme area cittadina – il centro dell’Aquila conta 70 mila abitanti – resa inagibile a tempo indefinito.

Leggi Proposta per favorire le ricostruzioni con un sistema di polizze antiterremoti

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