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La maledizione da copertina, dieci anni dopo

La crisi, South Park e i soliti sospetti

Così, secondo Krugman, si potrebbe venir fuori dal caos creato dal “comitato che salverà il mondo”

La crisi arriva a South Park, ed è tutto un mangiare hot dog a cena, negozi chiusi e disoccupati. Due scene sono impedibili: il padre di Stan che cerca di spiegare perché è arrivata la crisi e la famiglia è senza soldi – “Un gruppo di idioti che non erano felici con quel che avevano hanno cominciato a comprare alla cieca ogni stupida cosa che sembrava invitante” – e Stan che vuole restituire un frullatore, il Margaritaville, che fa margaritas appunto, e scopre come funziona la strategia economica del Tesoro americano: si taglia la testa a una gallina e la si fa correre decapitata su una ruota della fortuna fino a che non cade su una casella. Può scegliere tra “lascia fallire”, “nazionalizza”, “tassa i ricchi”, “bailout”, “vai al Congresso”,  e tante altre alternative, tra cui anche “colpo di stato”. Nella realtà, tante differenti opzioni non ci sono, anche se ai critici dell’Amministrazione Obama capitanati dal premio Nobel Paul Krugman ne basterebbe una: “90 trillion”, la casella azzurra su cui passa pericolosamente la gallina senza testa. Soltanto così, spendendosi via la crisi, secondo Krugman si potrebbe venir fuori dal caos creato da quegli americani doc che una volta facevano parte del “comitato che salverà il mondo”, come li aveva immortalati Time nel febbraio del 1999, e che oggi sono stati colpiti dalla “maledizione da copertina”. Alan Greenspan, Bob Rubin e Lawrence Summers. Maledetti. Si salva soltanto Summers, dice Krugman. Per ora.

 

di Paola Peduzzi

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