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Parla Roberto Formigoni

“Non è vero che Eluana soffre, ma tra poco sì che soffrirà”

Il presidente lombardo ci spiega come può continuare la battaglia culturale

“Bisogna quantomeno aiutare la gente a capire quanto sta avvenendo e purtroppo forse avverrà. La gente che, ingannata dai luoghi comuni che circolano, dice: ‘Povera Eluana, è da troppi anni che soffre’. Invece no. Eluana adesso e per adesso non soffre, e anzi fino a ieri notte era accudita e curata amorevolmente. Invece tutti sappiamo che se le verranno sospese idratazione e alimentazione, allora sì che sarà sottoposta a una sofferanza disumana. Tant’è vero che, ipocritamente, dicono che andrà sedata”. Giornata dell’amarezza, per Roberto Formigoni. Sembra che non sia rimasto molto altro da fare se non parlare chiaro, bucare il muro dell’ideologia e far passare qualche messaggio di verità. Ma il presidente della Lombardia, che solo ieri mattina ha ricevuto copia della sentenza del Tar che annulla il provvedimento con cui la regione aveva vietato di interrompere l’alimentazione e l’idratazione di Eluana Englaro (“Strano no? E’ arrivato quando Eluana era a Udine già da tre ore”), non ha intenzione di cedere. Sul piano pratico – spiega al Foglio – si proverà a verificare se esiste la possibilità per un ricorso al Consiglio di stato.

Sul piano culturale, prima ancora che politico e giuridico, c’è una battaglia di verità da continuare: “Prima di tutto, voglio dire che ciò che sta accadendo è al di fuori di ogni norma giuridica e di ogni logica. Se la magistratura intendeva costringerci, la regione e tutto il sistema sanitario della Lombardia, a partecipare a questo atto terribile, non c’è riuscita. Non siamo complici. Adesso Eluana Englaro è al di fuori del controllo del Sistema sanitario lombardo e anche nazionale. E’ stata sottratta alla cura dei medici ed è falso che ci sia stato un accordo di protocollo tra la sanità lombarda e quella friulana”.

Ma ancor più, è l’enormità giuridica e culturale che Formigoni vuole denunciare: “Ciò che sta accadendo è il risultato pratico di un ‘monstrum giuridico’. Siamo di fronte a una colossale invasione di campo della magistratura, che si è autoinvestita del compito di legiferare in una materia nella quale non esiste una legge votata dal Parlamento. E questa è una violazione costituzionale: non c’era nessuna legge da applicare”. Ma proprio questo dicono, i sostenitori della decisione della magistratura: che non c’è una legge… “Non c’è una legge, vorrei sottolineare, perché il Parlamento è libero e sovrano di legiferare come e quando vuole. E questo non significa affatto che ci sia un ‘vuoto giuridico’: significa che la responsabilità della cura e della decisione, in casi come questi, resta affidata ai medici. E non certo a giudici che invadono il campo decidendo al posto della legge. Ripeto, quello che è avvenuto è una mostruosità giuridica e costituzionale. E poi, se permette: per la prima volta nella storia italiana una sentenza di morte è stata decisa da un tribunale amministrativo”.

Anche il presidente Giorgio Napolitano, in queste ore, è intervenuto sottolineando la necessità di varare in fretta una legge sul testamento biologico. Cosa ne pensa? “Ci sono in Parlamento vari disegni di legge, e il Parlamento potrà decidere di legiferare. Ma io voglio ribadire un concetto, che è culturale prima ancora che politico: il Parlamento potrebbe anche scegliere diversamente e lasciare questo tipo di situazioni alla responsabilità del medico, esattamente come già avviene. Dove sarebbe il vuoto? In più, c’è una menzogna grave da smascherare: la legge sul testamento biologico che potrebbe essere varata non ha nulla a che vedere con la sentenza di eutanasia pronunciata contro Eluana Englaro. Nessun disegno di legge di quelli presentati, nemmeno il più estremista, ammette che si possano sospendere alimentazione e idratazione – cioè far morire atrocemente – a una persona in assenza, e sottolineo in assenza, di un suo consenso scritto e informato. Qui invece dei giudici si sono arrogati la libertà di applicare su una donna una legge che non c’è, e per di più con l’ipocrisia di invocare una norma che, qualora ci fosse, vieterebbe la loro stessa sentenza. Questo è un monstrum giuridico aberrante”.

Non è questione di sensibilità religiosa o meno, secondo Formigoni, ma l’Italia è di fronte a un fatto grave, mai avvenuto prima: “Quello cui stiamo assistendo è un tradimento, un autentico tradimento della grande storia civile, culturale, giuridica del nostro paese, che ha sempre tutelato la vita umana e la persona. E ovviamente è un tradimento anche del sentimento religioso e della pietà, ma è una mostruosità che riguarda tutti”. Non esserne complici, per Formigoni è importante, ma non basta.

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